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Questo sito è semplicemente una raccolta di appunti, sintesi di opere letterarie e note critiche che si intende condividere con chiunque sia interessato alla storia, alla letteratura e agli altri argomenti qui trattati. Non ha pretese di erudizione e non si pone come strumento enciclopedico, ma soltanto come una raccolta di materiale, frutto di studi continuati. ..ci auguriamo possa essere utile a qualcuno ..

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Il dubbio e' uno dei nomi dell'intelligenza. (Jorge Luis Borges)

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Achille


§§§1 Figlio di Peleo e di Teti, re dei Mirmidoni, Achille è uno dei principali personaggi dell'Iliade. Nel poema partecipa alla guerra di Troia pur sapendo che vi morirà . Alla narrazione omerica si affiancano altri miti, di varia epoca, riguardanti il personaggio: la madre Teti, una divinità marina, con un bagno miracoloso aveva reso il suo corpo invulnerabile con l'eccezione del tallone per il quale lo aveva trattenuto durante l'immersione; era stato educato dal centauro Chirone, mitico maestro di molti eroi epici e da Fenice che gli aveva insegnato l'eloquenza.
Secondo una leggenda post omerica Teti, conoscendo il suo destino, aveva tentato di sottrarlo alla guerra nascondendolo in abiti femminili fra le figlie del re Licomede. Qui Achille aveva amato Deidamia dalla quale aveva avuto il figlio Neottolemo ma, scoperto da Ulisse, fu costretto ad arruolarsi contro i Troiani. L'indovino Calcante aveva infatti predetto che senza la partecipazione di Achille Troia non sarebbe stata conquistata, gli Achei inviarono quindi a cercarlo una delegazione formata da Ulisse, Nestore e Fenice.
Ulisse smascherò il travestimento di Achille recando ceste di abiti e monili femminili fra i quali aveva nascosto delle armi che attirarono l'istinto guerriero del giovane. Il mito rappresenta chiaramente un rito di passaggio dall'infanzia alla pubertà, con la consegna simbolica di un'arma da parte di un individuo più anziano.
Appare la prima volta nell'Iliade quando, ispirato da Giunone convoca il consiglio dei Greci per proporre di consultare un indovino a proposito della peste che va annientando il campo dei Greci. La peste è stata provocata da Apollo come punizione del sacrilegio compiuto da Agamennone che ha rifiutato di liberare la prigioniera Criseide, figlia di Crise, sacerdote di Apollo. Agamennone non può rifiutare di restituire Criseide ma pretende in cambio Briseide, la schiava di Achille. Achille, che fin qui ha avuto un atteggiamento molto ragionevole, si infiamma davanti all'arroganza di Agamennone e decide di abbandonare la guerra e fa ritorno alla nativa Ftia. Piu tardi è costretto a cedere Briseide all'araldo di Agamennone che è venuto a prenderla ed invoca la madre perché implori per lui vendetta presso Zeus.
§§§2 La reazione di Achille all'arroganza di Agamennone consiste nell'astenersi dal combattere, reazione estremamente grave per i suoi connazionali che vengono così deprivati del loro campione sul campo ed estremamente favorevole ai nemici che vedono risplendere nel principe Ettore l'astro di una gloria per loro ormai insperata. Ettore imperversa contro i Greci senza che questi riescano a fermarlo, gli Achei vanno perdendo il coraggio e la speranza ma neanche un'ambasceria dei più accorti consiglieri di Agamennone riesce a convincere Achille a tornare in campo. Conscio della gravità della situazione il giovane Patroclo, amico adorato di Achille prova a riportare il panico fra i Troiani indossando di nascosto le armi dell'eroe, ma la sua impresa si conclude tragicamente: Ettore riesce a sconfiggerlo e ad ucciderlo. Solo allora Achille tornerà a combattere, per vendicare l'amico, ucciderà Ettore e farà scempio del suo cadavere.
Famosi e toccanti gli episodi conclusivi dell'Iliade: Achille che reca il corpo di Ettore presso quello di Patroclo, come per dimostrare di aver compiuto la vendetta, l'apparizione in sogno dell'ombra di Patroclo che prega Achille di fare in modo che le ceneri di entrambi riposino nella stessa urna e, soprattutto, Achille che si commuove alle preghiere del vecchio Priamo e gli consegna le spoglie del figlio perché possano essere degnamente onorate.

Achille era nato dall'unione della nereide Teti con il mortale Peleo, unione voluta dagli dei quando un oracolo aveva predetto che il figlio di Teti sarebbe stato più potente del padre. La vita di Achille, ed egli ne era consapevole, era destinata ad essere gloriosa e breve. Per renderlo invulnerabile Teti aveva immerso Achille nelle acque dello Stige, il tallone per il quale lo aveva tenuto era quindi rimasto l'unico punto debole dell'eroe. In altre versioni Teti aveva cercato di rendere Achille immortale ponendolo nel fuoco ma il rituale era stato interrotto da Peleo inorridito. Per questa ragione, fra l'altro, Teti aveva abbandonato Peleo ed era tornata fra le Nereidi.
Secondo Licofrone altri sei figli di Teti e Peleo, prima di Achille, erano morti fra le fiamme a causa degli sventurati tentativi della madre.
Dopo la morte di Ettore l'orgoglio di Achille provocò lo sdegno di Apollo. Secondo alcuni autori Apollo stesso uccise Achille ferendolo al tallone, secondo altri il dio si limitò a guidare la mano di Paride.

In varie località Achille veniva venerato come semidio, come testimoniano Strabone, Pausania e Plinio il Vecchio.
Altri racconti di epoca tarda parlavano delle nozze di Achille, avvenute nell'isola dei beati dopo la morte, con Elena, Ifigenia o Medea.