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Detenuto in attesa di giudizio

Regia: Nanni Loy
Soggetto: Rodolfo Sonego, Sergio Amidei, Emilio Sanna
Sceneggiatura: Sergio Amidei, Emilio Sanna
Interpreti: Alberto Sordi, Giuseppe Anatrelli, Elga Andersen, Andrea Aureli, Lino Banfi, Gianni Bonagura, Antonio Casagrande, Tano Cimarosa, Nino Formicola, Gianfranco Barra, Mario Brega
Genere Drammatico
Produzione; Italia - 1971

Trama

Fonte della trama Wikipedia

Il geometra romano Giuseppe Di Noi, da anni trasferitosi in Svezia, sposato con una donna svedese, Ingrid, e stimato professionista, decide di portare in vacanza in Italia la sua famiglia. Alla frontiera italiana l`uomo viene arrestato senza che gli venga fornita alcuna spiegazione. Dopo tre giorni di carcere a Milano, apprende di essere accusato di "omicidio colposo preterintenzionale" di un cittadino tedesco. Convinto che si tratti di un equivoco, il malcapitato viene tradotto di carcere in carcere, fino alla località immaginaria di Sagunto (nei pressi di Salerno) ed internato in una cella di isolamento, in quanto, essendo considerato "latitante", gli viene impedito di usufruire degli arresti domiciliari.
Di Noi subisce un autentico calvario giudiziario, costellato di trattamenti umilianti e spersonalizzanti. L`incubo si protrae per molti giorni; il magistrato inquirente lo rimprovera di non poterlo ascoltare in quanto privo di un avvocato. L`uomo si trova, suo malgrado, coinvolto in una sommossa e trasferito dapprima in un carcere per reclusi ergastolani, dove scampa a stento ad una violenza, e poi in una struttura psichiatrica. Occorrono l`ostinazione di sua moglie, l`appassionato interessamento del suo avvocato nonché la benevolenza del magistrato inquirente altrimenti in ferie, per arrivare ad una spiegazione logica.
Ricevuto presso il nosocomio, Di Noi apprende dai legali che il viadotto di una superstrada costruita anni prima da una ditta dove lavorava come geometra era crollato per cause poi ritenute naturali, causando la morte di un automobilista tedesco in transito. Di Noi, trasferitosi nel frattempo in Svezia e senza alcuna comunicazione internazionale, non rispondendo al mandato di comparizione, era tecnicamente ritenuto latitante e da ciò l`arresto. Chiarita la sua posizione, il geometra riacquista la libertà, ma è un uomo segnato, fisicamente e psicologicamente.
Di nuovo libero, arrivato di nuovo al confine italiano, un carabiniere ferma l`auto e gli chiede i documenti e poi gli chiede di seguirlo per espletare "una pura formalità", ma Di Noi, terrorizzato, scende dall`auto e inizia a correre inseguito dai militari, fino a che non viene colpito a morte da una sventagliata di mitra.
E`, fortunatamente, un incubo ad occhi aperti: il carabiniere gli porge di nuovo i documenti e il geometra si ridesta dal suo sogno e senza dire una parola prosegue il suo viaggio fino ad uscire dal confine italiano.


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