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Euripide

Ifigenia in Aulide


Personaggi:
Agamennone
Vecchio servo di Clitemnestra
Coro di donne calcidiesi
Menelao
Primo messo
Clitemnestra
Ifigenia
Achille
Secondo messo
La scena: nell'accampamento ellenico, in Aulide, davanti alla tenda di Agamennone.  E' notte, dalla tenda esce Agamennone.
Nel prologo (di cui una parte non opera di Euripide, Agamennone, parlando con un vecchio servo della moglie, riassume gli antefatti: Tindaro aveva avuto tre figlie: Febe, Clitemnestra ed Elena. Quando i pretendenti dell'ultima avevano preso a minacciarsi reciprocamente, Tindaro aveva risolto la situazione chiedendo loro di giurare che ciascuno avrebbe protetto il prescelto e vendicato qualsiasi offesa o tentativo di rapimento ai danni della sposa. Tindaro aveva quindi voluto che fosse la stessa Elena a decidere chi sposare fra i molti pretendenti ed Elena aveva scelto Menelao. Quando Paride aveva rapito la donna, tutti i principi elleni, in forza del giuramento, erano accorsi con le rispettive armate ad avevano affidato il comando ad Agamennone. Ora l'esercito si trovava in Aulide ma la sua partenza era impedita dalla mancanza di vento. L'indovino Calcante aveva prescritto il sacrificio di Ifigenia, figlia di Agamennone, e questi, dopo un iniziale rifiuto si era lasciato convincere a compiere l'orribile sacrificio. Aveva dunque inviato un messaggio a Clitemnestra ordinando che Ifigenia lo raggiungesse per sposare Achille, tuttavia ora ha cambiato idea ed ordina al vecchio servo di tornare a Micene per portare un ordine che annulli il precedente. 
Il messaggio viene intercettato da Menelao che, letto il contenuto della missiva, polemizza con Agamennone. Dopo una breve lite fra i fratelli, Menelao esce di scena ed entra un messo ad annunciare l'arrivo della famiglia di Agamennone. Agamennone pronuncia un lamento sul destino della figlia che commuove Menelao (rientrato in scena). Menelao pentito dell'invettiva pronunciata poco prima e prega il fratello di desistere dal sacrificio. Il timore di Agamennone che Calcante renda pubblico l'oracolo, ancora pi probabile che lo faccia Odisseo, anche egli al corrente della profezia, che potrebbe esservi indotto dalla propria ambizione. Per questi motivi Agamennone rassegnato a procedere e prega Menelao di tenere il pi possibile celata la verit a Clitemnestra.
Entrano in scena, su un carro, Clitemnestra, Ifigenia ed il piccolo Oreste. L'incontro fra Ifigenia ed il padre breve ed intenso: la ragazza felice di rivederlo e lo saluta con molte effusioni mentre Agamennone, straziato dal suo terribile proposito, non riesce a trattenere le lacrime, infine il re, con un pretesto, allontana la figlia che esce di scena.
Clitemnestra chiede ad Agamennone informazioni su Achille che crede promesso sposo di Ifigenia. Agamennone cerca di convincere la moglie a ripartire senza assistere alle nozze adducendo il pretesto che non conveniente che la moglie del re si mostri alle truppe ma Clitemnestra non ne vuole sapere ed anche quando Agamennone le ordina imperiosamente di partire la donna rifiuta di obbedire.
Nella scena seguente Agamennone si allontanato per consultare Calcante. Clitemnestra fa la conoscenza di Achille e scopre che questi non ha mai chiesto in moglie Ifigenia. Sopraggiunge il vecchio servo di Clitemnestra e svela ai due il motivo dell'inganno e le vere intenzioni del re. Clitemnestra implora Achille di salvare Ifigenia.
Achille promette di difendere la giovane, dal suo discorso si avverte soprattutto che non pu tollerare l'offesa di aver visto usare il suo nome per un inganno. Achille consiglia la regina di provare a convincere il marito a risparmiare Ifigenia. Spera di risolvere la situazione con il buon senso. Se il tentativo non andr a buon fine, comunque, promette di intervenire con la forza.
Agamennone giunge per prendere con se Ifigenia ma Clitemnestra lo affronta e lo costringe a confessare le sue intenzioni. La regina pronuncia contro di lui una serie di accuse: l'aveva costretta a diventare sua moglie con la forza, uccidendo il precedente marito Tantalo ed il figlio. Si era salvato dalla vendetta dei Dioscuri (fratelli di lei) chiedendo la protezione di Tindaro, padre di Clitemnestra. Ora, dopo anni di condotta irreprensibile verso di lui, la donna non internde consentirgli di sacrificare la figlia, lo minaccia e lo implora.
Parla anche Ifigenia, ricorda al padre le tenerezze dell'infanzia e lo supplica di lasciarla vivere. Ma Agamennone, sia pure commosso, non muta la propria decisione. Egli sostiene che il sacrificio di Ifigenia sia per l'Ellade e non per le questioni private di suo fratello.
Agamennone esce di scene ed Ifigenia pronuncia un lamento. 
Sopraggiunge Achille: ormai la voce dell'oracolo si sparsa fra gli achei che pretendono si compia il sacrificio. Achille determinato a difendere la fanciulla a costo della vita ma non nasconde di nutrire ben poche speranze. A questo punto Ifigenia decide di morire. Si sacrificher per la gloria dell'Ellade e per  impedire che in futuro i barbari possano ancora rapire le spose dei greci. Ammirato Achille le chiede di riflettere ma Ifigenia ferma nella sua decisione e chiede ad Achille di non morire e di non uccidere per causa sua. Ifigenia prende congedo dalla madre e chiede di essere accompagnata dignitosamente all'altare del sacrificio.
Clitemnestra rimasta sola. Entra in scena un messo e racconta il miracoloso salvataggio di Ifigenia. Testimoni oculari l'hanno vista volare verso il cielo mentre a terra, uccisa dalla spada di Agamennone, rimaneva una cerva. Clitemnestra dubita delle parole del messo ma arriva Agamennone a confermarle e prende congedo da lei: Ifigenia viva e si trova con gli dei, il vento si alzato e le navi achee stanno per salpare alla volta di Troia.