Guida rapida
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W Y Z  

LO SCUDO DI ERACLE


L'opera è stata a lungo ritenuta di Esiodo. L'autore è un rapsodo tessalo, tebano o attico. L'opera fu composta prima della morte del poeta Stesicoro (555 a.C.) che ne parla, e dopo l'istituzione del culto di Apollo a Pegase (590 a.C.).

Parte Prima

L'incontro fra Cicno ed Eracle

La nascita di Eracle


Anfitrione, avendo ucciso suo suocero per una contesa di buoi, venne bandito dall'Argolide con la moglie Alcmena e si trasferì a Tebe. Il matrimonio non era stato consumato perché Alcmena aveva giurato di non concedersi ad Anfitrione finché questi non avesse vendicato la morte dei fratelli di lei, uccisi dai Teleboi. Anfitrione organizzò quindi un esercito e partì per la guerra. In sua assenza Zeus assunse il suo aspetto e, ingannando Alcmena, entrò nel suo letto. La notte successiva Anfitrione tornò realmente dalla sua impresa e, gloriosamente vincitore, corse a congiungersi con la sposa.
Alcmena diede alla luce contemporaneamente due figli: Ificle da Anfitrione ed Eracle da Zeus.

L'incontro fra Eracle e Cicno
Eracle incontra Cicno nel bosco di Apollo, in Tessaglia, nella Zona di Pegase. Cicno, che corre su un cocchio insieme al padre Ares, spera di abbattere Eracle per prendere le sue armi.
Auriga di Eracle è Iolao, figlio di Ificle. Eracle incita Iolao a prepararsi allo scontro e questi dice di desiderare ardentemente di combattere.

Parte Seconda

Eracle indossa le armi:
Gli schinieri e la corazza
Inizia la descrizione delle armi di Eracle, tema principale del poemetto. Gli schinieri vengono detti dono di Efesto, la corazza di Atena.

La faretra e le frecce
La faretra era piena di lunghissime frecce micidiali, guarnite di penne d'aquila.

La lancia e l'elmo
La lancia aveva la punta di bronzo, l'elmo era di acciaio.

Lo scudo
Lo scudo, mai danneggiato dai colpi nemici, era di bronzo e guarnito di avorio, di elettro, d'oro. Strisce azzurre lo dividevano in riquadri decorati. Al centro era raffigurato Fobo (il Terrore). Figure allegoriche rappresentavano l'Inseguimento ed il Contrattacco, lo Strepito, l'Uccisione, la Strage.
Ancora lo scudo raffigurava lotte fra cinghiali e leoni, e poi Ares che incitava alla guerra, Atena in armi, Apollo munito di cetra. Veniva poi l'immagine dell'Olimpo, luogo in cui abitano e si radunano gli dei, quindi una scena marina con delfini, pesci e pescatori.
Plasmata in tutto tondo una figura di Perseo sembrava staccarsi dallo scudo, impegnato contro la Gorgone.
Le altre scene di guerra raffiguravano Cloto, Lachesi e Atropo.
Ma lo scudo raffigurava anche scene di pace: una città dove di svolgeva una festa nuziale, il lavoro dei campi, la vendemmia. Il bordo dello scudo rappresentava il fiume Oceano. L'artistico scudo era stato realizzato da Efesto, per volere di Zeus.

Parte terza

Il combattimento

L'intervento di Atena
Atena appare ad Eracle annunciandogli la sua certa vittoria ma lo avverte di guardarsi, dopo l'uccisione di Cicno, dall'attacco di Ares.

Il duello
I due cocchi partono al galoppo. Prima dello scontro Eracle invita Cicno a cedergli il passo. Ovviamente Cicno rifiuta ed i due, balzati a terra, si affrontano in duello.
Il combattimento descritto nei canoni tipici dell'epica, è in effetti molto breve: il colpo di Cicno non può nulla contro lo scudo di Eracle, mentre Eracle ferisce subito l'avversario alla gola con la lancia, uccidendolo.

Eracle ed Ares

Secondo l'avvertimento di Atena, Eraclenon si occupa delle armi del nemico, per fronteggiare l'immediato attacco di Ares che si scaglia su di lui come un leone. Atena cerca di intervenire per interrompere il duello, ma Ares non desiste finché non viene ferito da Eracle ad una gamba.

Conclusione

Eracle e Iolao, vinto il duello, partirono alla volta di Trachine mentre Cicno veniva seppellito dal re Ceice e dalla popolazione locale. Tuttavia Apollo volle che il fiume Anauro distruggesse la tomba di Cicno che era solito derubare i pellegrini a lui fedeli.