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ARISTOFANE
LE DONNE AL PARLAMENTO


Personaggi:
Prassagora
Tre donne
Coro di donne
Blepiro
Due uomini
Cremete
Una banditrice
Tre vecchie
Una ragazza
Un giovane
Una serva

L'inizio della commedia è analogo a quello della Lisistrata: la protagonista Prassagora, all'alba, attende in strada con impazienza le donne che ha convocato per coinvolgerle nella sua iniziativa. In un breve monologo anticipa al pubblico la situazione che ha concepito per realizzare il suo piano: le donne dovranno travestirsi da uomo. Entrano in scena le altre donne munite, come convenuto, di indumenti maschili e barbe finte.
Il piano consiste nell'intervenire nell'assemblea cittadina per proporre e votare che il governo della cosa pubblica venga affidato alle donne. Comicamente le congiurate provano i discorsi che dovranno fare di li a poco in parlamento, incappando spesso nell'errore di pronunciare frasi tipicamente femminili come, "giurare sulle due dee". Alla fine si conviene che sarà Prassagora a parlare, la più brava ed ardita. Le donne escono di scena, determinate a compiere la propria missione.
Nella scena successiva sono gli uomini a discutere fra loro: il primo ad entrare è Blepiro che svegliatosi prima di giorno per un'esigenza fisiologica non ha trovato nè i propri abiti nè la moglie, l'urgenza lo ha costretto ad uscire di casa con il mantello e le scarpe della consorte. Mentre Blepiro scambia battute comiche con due passanti stupiti del suo strano abbigliamento, sopraggiunge Cremete, di ritorno dalla pubblica assemblea. Egli racconta di aver assistito ad un'insolita riunione: un gruppo di cittadini che egli crede ciabattini (ciabattini e donne avevano la pelle chiara perché lavoravano sempre in casa) aveva proposto di affidare il governo della città alle donne.
Gli argomenti dei presunti ciabattini erano stati convincenti: le donne sono più sagge, oneste ed accorte degli uomini, così l'assemblea aveva finito per approvare la proposta.
In scena tornano le donne che si affrettano a liberarsi degli indumenti maschili per evitare che il loro travestimento venga scoperto. Subito dopo Prassagora deve affrontare i sospetti di Blepiro che svegliandosi non l'aveva trovata al suo fianco.
Prassagora racconta di aver soccorso un'amica partoriente che l'aveva mandata a chiamare e finge di non sapere nulla quando il marito le racconta che l'assemblea ha deciso di affidare il potere alle donne.
Nelle battute successive Prassagora, che in un primo momento ha finto di non essere a conoscenza della nuova situazione, passa a descrivere il programma del governo femminile. La donna parla di una comunità cittadina in cui tutti i beni saranno equamente ripartiti; così come i diritti ed i doveri. Sollecitata da Blepiro affronta anche la spinosa questione del "libero amore": anche le donne dovranno essere in comune - annuncia Prassagora - staranno con chi le vuole e faranno figli con chi le vuole".
Il dialogo fra Prassagora e Blepiro prosegue: si delinea via via l'idea di uno stato comunitario in cui tutti i beni saranno condivisi e non potranno più esserci ladri, truffe, causee e tribunali, dove i figli saranno cresciuti da tutti gli adulti ed ignorando chi siano i padri tutti avranno indiscriminato rispetto per ogni anziano, e così via.
Nella scena successiva Cremete, aiutato dalla servitù, reca in piazza le masserizie della propria casa per conferirle al patrimonio comune. Si tratta di una parodia della processione delle Panatenee che si svolgeva in onore di Atena. Ma non tutti la pensano come Cremete, un altro uomo subentra e fa di tutto per convincere Cremete a desistere dalla consegna dei beni o, almeno, a rimandarla e temporeggiare in attesa degli eventi. Arriva una banditrice ed annuncia che il primo festoso banchetto della nuova comunità sta per essere servito. A questo invito l'uomo scettico che aveva trattenuto Cremete sembra dispostissimo a rispondere e la situazione provoca un nuovo scambio di battute salaci fra i due uomini.
Dopo un intermezzo del coro la scena cambia: ora rappresenta due case, alle cui porte sono una vecchia ed una ragazza.
Le due si scambiano battute mordaci: entrambe sono in attesa che un uomo le venga a cercare ma solo la vecchia è a conoscenza delle nuove leggi.
Quando sopraggiunge un giovane in cerca della ragazza, la vecchia lo ghermisce rapidamente mostrando il testo del nuovo decreto che stabilisce che un uomo che vorrà unirsi ad una donna giovane e bella dovrà prima soddisfarne una brutta o anziana, ma arriva un'altra vecchia a contendere la preda ed il malcapitato si trova ad essere tirato e sollecitato dalle due rivali. Infine le donne escono di scena trascinando il giovane recalcitrante.
Le ultime battute della commedia sono affidate ad una serva di Prassagora che insieme al coro invita Blepiro (e virtualmente il pubblico) a partecipare al lauto banchetto con il quale tutti i cittadini stanno festeggiando il nuovo ordinamento.