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MENANDRO

LA DONNA TOSATA


Personaggi:
Polemone
Sosia
Glicera
Doride
Davo
Moschione
Pateco
La dea Ignoranza


Quanto ci è pervenuto del testo si apre con un intervento della dea Ignoranza che spiega agli spettatori quanto i personaggi umani non potrebbero sapere, ruolo analogo a quello svolto dalla dea Fortuna nel primo atto dello Scudo.
Glicera e Moschione sono due trovatelli: la prima è divenuta concubina di un militare di nome Polemone, il secondo è stato adottato da una ricca signora.
Sentendosi invecchiare Mirrine, la madre adottiva di Moschione, ha voluto rivelare la verità a Glicera.
Ora Moschione si è innamorato di Glicera ignorando che si tratti di sua sorella, e lei lo ha respinto con affettuosa dolcezza. La scena del loro incontro ha avuto un testimone (non sappiamo chi sia per una lacuna nel testo).
Al suo ritorno da una missione militare, Polemone è stato informato della presunta tresca di Glicera e, obnubilato dalla gelosia ha voluto punirla con un gesto considerato oltremodo oltraggioso: le ha tagliato tutti i capelli.
Glicera ha lasciato la casa di Polemone, rifugiandosi presso Mirrine, atto questo che viene interpretato da Moschione come un incoraggiamento.
Pentito, Polemone prega il comune amico Pateco di parlare con Glicera per convincerla a tornare ma la giovane non si lascia persuadere, anzi chiede a sua volta a Pateco di andare a prendere le sue cose in casa di Polemone.
E qui si verifica il colpo di scena: vedendo alcuni giocattoli che Glicera ha custodito, Pateco li riconosce e si rende conto di essere suo padre.
Come racconta a Glicera e a Moschione, infatti, egli si era trovato improvvisamente in povertà a causa del naufragio di una nave che era la sua fonte di sostentamente e, il giorno successivo, sua moglie era morta di parto.
Disperato, aveva esposto i figli non sentendosi in grado di allevarli.
L'uomo rivela la scoperta a Glicera ed anche Moschione, non visto, apprende la verità e si rende conto di essersi innamorato della sorella.
Polemone viene evidentemente informato, ma questa scena è perduta.
Nell'ultimo atto Glicera e Polemone finalmente si riconciliano e Pateco concede la figlia al militare perché la sposi regolarmente.