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Edgar Allan Poe

La caduta della casa Usher



Invitato con una lettera angosciata e pressante, il narratore raggiunge la casa del suo vecchio amico Roderick Usher. La dimora è antica e fatiscente e fin dalle prime riche del racconto comunica un senso di orrore.
La famiglia Usher era molto antica ed aveva una lunga tradizione di opere caritatevoli e di studio dell'arte e della musica. Da sempre il patrimonio era tramandato in linea diretta di padre in figlio, senza rami cadetti.
Giunto alla dimora, sempre più oppresso dall'ambiente, il narratore viene introdotto nello studio dell'amico, una sala immensa e scaramente illuminata dalle alte vetrate.
Roderick Usher, "un languido uomo esangue", ricorda solo lontanamente il giovane che era stato non molti anni prima. Accoglie il visitatore con un entustiasmo che non riesce a nascondere la grande tensione interiore e spiega di soffrire di una sensibilità anomala che rende insopportabili la luce, i suoni, i sapori, i profumi ed il contatto con gran parte dei tessuti. La malattia è ereditaria ed Usher è tragicamente consapevole che ne morirà.
Roderick parla anche di un misterioso influsso della casa, dalla quale non esce da anni, e della malattia mortale che ha colpito sua sorella Lady Madelin la quale proprio in quel momento passa silenziosamente nello studio senza notare il visitatore. Soffre di permanente apatia - spiega il fratello - e di attacchi di catalesse, le rimane ben poco da vivere.
Nei giorni successivi il narratore tenta con scarso successo di rallegrare Usher.
Roderick trascorre il tempo disegnando scene inquietanti e cantando inni funebri improvvisati che accompagna con la chitarra. Coltiva una strana teoria sulla capacità di sentire dei vegetali che estende alle cose inanimate, in particolare alla sua casa, spiegando così la misteriosa influenza che la dimora da sempre esercita su di lui e su tutti i membri della famiglia.
Una sera Roderick informa bruscamente l'amico della morte della sorella e della sua intenzione di conservare la salma per quattordici giorni in una cripta prima di seppellirla definitivamente. La decisione, motivata con vari argomenti di ordine pratico, è ispirata anche ai precetti di un attico libro di pratiche funerarie.
I due provvedono insieme a sistemare la bara nella cripta che nei secoli è stata sala di tortura poi deposito di armi e munizioni.
Il narratore nota la straordinaria somiglianza della morta con il fratello ed apprende che erano gemelli.
La follia di Usher peggiora ed il suo comportamento tetragono ed assente finisce con l'influenzare l'ospite. Una notte, mentre questi vegliava turbato da paure e presentimenti, Usher bussa alla sua porta.
Roderick apre la finestra sulla tempesta che circonda la casa ma l'amico lo convince a richiuderla e per distrarlo gli legge un romanzo. Durante la lettura si odono rumori soffocati provenienti da angoli remoti della casa che sembrano sottolineare momenti del racconto fantastico del romanzo.
Roderick appare sempre più teso ed allucinato: improvvisamente si alza urlando. La sorella è stata sepolta viva ed egli per giorni ha sentito i rumori che faceva per liberarsi grazie al suo udito eccezionale ma il terrore lo ha spinto a tentare di ignorarli.
Si apre la porta e Lady Madelin Usher, con il volto stravolto e le vesti insanguinate, si getta sul fratello ed entrambi cadono a terra morti.
Il narratore fugge nella tempesta ma mentre si allontana correndo un bagliore innaturale lo costringe a guardare indietro: è la luce della luna che filtra attraverso una crepa nel muro della casa, una crepa che si fa sempre più ampia.
Davanti all'uomo terrorizzato l'edificio crolla nello stagno e le acque si chiudono sui suoi resti.