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BERNARDINO CORIO

STORIA DI MILANO


(Sintesi parziale)


Per eccesso di popolazione, il re dei Celti Ambigato ordina due migrazioni, una in Germania guidata dal figlio Segoveso, e una in Italia guidata dal figlio Belloveso. Belloveso supera le Alpi, sconfigge gli Etruschi e fonda Milano.
Plinio attribuisce la fondazione agli Insubri ma si riferisce ad un insediamente più antico nello stesso luogo.
Corio calcola che Milano fu fondata nel 595 a.C. Riguardo al nome di Milano una teoria afferma che fu composto dal nome di un capo degli Insubri che si chiamava Olano al quale in seguito fu premesso il quello di un capo etrusco, Medo, formando Mediolano.
Secondo un'altra tradizione il nome si riferisce ad una scrofa parzialmente coperta di lana, semilanuta, medio-lanuta: mediolan in lingua celtica.
Si citano altre versioni leggendarie dell'origine della città e del suo toponimo ed infine si avanza l'ipotesi che Belloveso scelse il nome Mediolanum per la posizione intermedia fra Ticino e Adda.
Dopo la prima guerra punica gli abitanti di Milano si allearono con il capo dei Galli Viridomaro contro i Romani. Furono sconfitti più volte e infine Viridomaro fu ucciso dal console Marco Claudio Marcello nella battaglia di Casteggio (222 a.C.). Il senato non volle che Milano fosse distrutta, anzi la fece fortificare e forse in quell'occasione fu costruito l'arco della Porta Romana.
Nello stesso periodo fu fondato un castello sul Ticino detto Vicus Veneris che col tempo divenne Vigevano.
A Milano fu istituito un flamine con giurisdizione sulle regioni circostanti che con il cristianesimo fu sostituito dai vescovi, fra i quali San Barnaba e Sant'Ambrogio, quest'ultimo divenuto patrono di Milano.
Ai tempi di POmpeo i Romano costruirono a Milano le terme, il teatro, l'ippodromo e altri importanti edifici, anche Cesare e Ottaviano ebbero questa città in grande considerazione.
Milano aveva sette porte: Porta Vercellina, Porta Commense, Porta Nuova, Porta Orientale, Porta Tonsa, Porta Romana, Porta Ticinese. Con la costruzione di nuove mura fu realizzata una nuova porta che fu detta Ambrosiana in onore di S. Ambrogio.
Sotto Nerone il legato Paolino persegutò i cristiani a Milano facendo martirizzare San Vitale e Valeria sua consorte. A Paolino successe Anolino che fece decapitare San Nazaro e Celso, quindi Astacio che martirizzò Gervasio e Protasio figli di San Vitale e Valeria.
Vespasiano fece costruire un suo palazzo a Milano e Massimiano un tempio dedicato ad Ercole. Diocleziano, vinti Francesi, Ungari e Tedeschi, celebrò il trionfo a Milano.
Nerva vi fece costruire un palazzo detto Campidoglio che il vescovo San Barnaba trasformò nella chiesa di San Salvatore.
Paolino e i suoi successori ebbero l'autorità di nominare a Milano due consoli dei quali uno aveva il comando militare e il titolo di conte, e l'altro, che dirigeva le cose giudiziarie e sostituiva il conte in caso di necessità, era detto visconte. Queste cariche annuali furono rinnovate per circa tre secoli ma l'istituzione del visconte come amministratore della giustizia fu molto più duratura.
Conti e visconti venivano scelti fra la nobiltà locale e fu in un loro feudo, quello di Invorio, che nacque Matteo I Visconti, figlio di Teobaldo.
Corio conosce la teoria che faceva risalire i Visconti ai fondatori di Angera e a Anglo figlio di Ascanio ma la considera non degna di credito.
Nel quarto secolo la città si divise fra i cattolici e i seguaci dell'eresia ariana, aspramente combattuta dal vescovo Ambrogio. Ambrogio fu autore di numerose riforme, nominò settantadue vescovi e fece costruire quattro chiese fuori dalle mura: San Gervasio e Protasio, San Nazzaro, San Dionisio e la chiesa della Vergine Madre poi dedicata a San Simpliciano.
Sotto il regno di Arcadio i Gotio che militavano nell'esercito imperiale si ribellarono e elessero loro re Alarico che li guidò ad invadere Tracia, Pannonia, Norico e Illirico. Entrarono quindi in Italia e saccheggiarono Roma (410 d.C.)
Nello stesso secolo Clodoveo re dei Franchi si convertì al cristianesimo e venne battezzato.
Nel 460 gli Unni vennero dalla Scizia attraverso la Germania e giunti in Italia al comando di Attila devastarono Milano, Pavia, Vicenza, Cremona, Brescia e Bergamo.
Per sfuggire agli Unni, i Veneti si spostarono nelle paludi dell'Adriatico e costruirono Venezia. Nel 470 le undicimila vergini di Colonia subirono il martirio, fu ritrovata la testa di San Giovanni Battista, Capua fu distrutta dai Barbari.
Nel 488 Teodorico venne in Italia ed uccise Odoacre impadronendosi dell'Italia. Più tardi Giustiniano decise di liberare l'Italia dai Goti ed inviò un grosso esercito comandato da Belisario che conquistò la Sicilia, la Lucania e Napoli dopo un lungo assedio.
Contro Belisario il re goto Vitige raccolse un esercito di centomila uomini e mosse verso Roma.