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Abbazia di Farfa



Nel VI secolo giunse in Italia dall'oriente San Lorenzo Siro, probabilmente costretto a lasciare il suo paese dalle persecuzioni degli ariani.
Si stabilì inizialmente nei pressi di Spoleto insieme alla sorella Susanna e a un piccolo gruppo di monaci, più tardi si trasferì in Sabina dove fondò un monastero vicino a un antico edificio romano i cui resti sono stati recentemente identificati e probabilmente divenne vescovo di Forum Novum, l'attuale Vescovio.
L'abbazia, situata fra il fiume Farfa ed il monte Acuziano, fu distrutta ed abbandonata durante l'invasione dei Longobardi e ricostruita nel VII secolo da Tommaso di Mariana che, secondo la tradizione, aveva avuto una visione della Madonna che lo esortava a rifondare la comunità monastica e la basilica a Lei dedicate.
Durante il regno di Carlo Magno l'abbazia fu ampliata e raggiunse grandissima importanza politica ed economica. All'inizio del X secolo i Saraceni la incendiarono ed uccisero una parte dei monaci. Un gruppo di superstiti tornò anni dopo a rioccuparla ma non godendo più della protezione imperiale, Farfa perse rapidamente molti possedimenti di cui si impadronirono le più potenti famiglie romane.
Riprese importanza quando, sotto gli Ottoni, tornò ad essere abbazia imperiale e nell'XI secolo raggiunse la massima potenza vantando possedimenti in tutto il Lazio, l'Umbria, le Marche, l'Abruzzo e il Molise.
Con il concordato di Worms del 1122, tuttavia, Farfa passò sotto il controllo della Chiesa e cominciò a decadere tanto che nel XIV secolo non era più in grado di pagare le decime allo Stato Pontificio.
Nel 1145 fu consacrato nell'abbazia il papa Eugenio III.
Agli inizi del XV secolo passò in regime di commenda e fu assegnata a famiglie nobili che vararono alcune importanti opere come la costruzione della chiesa attuale voluta dagli Orsini nel 1497.
Nel 1798 fu saccheggiata dai Francesi e nel 1861 fu confiscata dallo Stato.
Nel 1921 passò alla Comunità Benedettina di San Paolo fuori le Mura.


Riferimenti letteratura:
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare




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