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Cesare Balbo



Nato a Torino nel 1789, figlio del conte Prospero Balbo sindaco della città e di Enrichetta Taparelli d'Azeglio, ricevette una sofisticata educazione studiando nelle principali città europee e fu influenzato dalle idee illuministiche e dal pensiero di Vittorio Alfieri.
Nel 1804 fu fra i fondatori dell'Accademia dei Concordi, circolo culturale di chiare tendenze libertarie. Nonostante queste posizioni fu più volte chiamato a svolgere incarichi pubblici per il governo di Napoleone: segretario della consulta per gli ex territori pontifici, auditore del Consiglio di Stato, addetto al ministero di polizia di Parigi.
Nel 1816 Cesare e il padre si recarono in Spagna come ambasciatori.
Fra il 1821 e il 1824 fu confinato nei suoi poedimenti di Camerano per essere stato coinvolto nei moti liberali del 1820-1821, sembra infondatamente.
Dopo la concessione dello Statuto fu per breve periodo presidente del Consiglio, in seguito svolse una missione presso Pio IX (1849) e ricevette incarichi da Vittorio Emanuele II.
Morì a Torino nel 1853.
Le sue opere di storico mettono in luce le sue idee sull'indipendenza dalle dominazioni straniere e sul rapporto fra religione e progresso.
Politicamente auspicava l'unificazione italiana sotto i Savoia, obiettivo che riteneva raggiungibile senza ricorrere alle armi.


Opere:
-Storia d'Italia
- Vita di Dante
- Sommario della Storia d'Italia
- Speranze d'Italia.


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