4/vgF0McT6WBi1RPOKg40mK96lk1bJq1dTncfbVzjMYsVgdkLfU3L2ZoQ

Sunelweb
    
Guida rapida
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W Y Z  
 

Armand-Jean du Plessis de Richelieu



Nato a Parigi il 9 settembre 1585 da una famiglia di piccola nobiltà, Armand-Jean du Plessis de Richelieu compì studi letterari e teologici ed intraprese la carriera militare ma la abbandonò quando il fratello Alphonse rinunciò alla carica di vescovo che spettava alla famiglia.
Armand-Jean fu consacrato vescovo nel 1607 e subito dimostrò la propria capacità di governo nel guidare la diocesi di Luçon.
Nel 1616 si stabilì a Parigi come deputato del clero agli Stati Generali e raggiunse rapidamente la carica di segretario di stato, ma quando la regina madre Maria de Medici lasciò la reggenza e Luigi XIII salì al trono, Richelieu si ritirò dalla politica fino al 1620 quando fu richiamato per negoziare un accordo fra il re e la madre. Portata felicemente a termine questa delicata missione, Richelieu fu creato cardinale nel 1622.
Nel 1624 il cardinale rientrò nel consiglio reale come primo ministro.
In equilibrio fra il partito filospagnolo di Maria de Medici (detto "Partito dei Devoti") e quello antispagnolo di Langlois de Fancan (i "Buoni Francesi") al quale aderiva anche il re, Richelieu si dedicò ad arginare la potenza asburgica stipulando alleanze con l'Olanda, l'Inghilterra, la Svezia e la Danimarca.
Affrontò la questione della Valtellina, importante passaggio per gli eserciti fra Italia ed Austria, intimando al papa di sgomberare i suoi presidi militari, quindi operò per far diventare autonoma la valle mitigando il contrasto con i filospagnoli.
Nel 1626 una parte della nobiltà francese, su iniziativa della duchessa Marie di Chevreuse, organizzò un complotto approfittando delle condizioni critiche in cui versava la salute di Luigi XIII. Lo scopo era mettere sul trono Gastone fratello del re facendogli sposare la cognata Anna d'Austria. Per realizzare il loro disegno i congiurati prospettavano anche di uccidere Richelieu ma questi venne prontamente informato dal suo spionaggio e fece arrestare i capi della congiura. La Chevreuse fuggì in Lorena mentre il suo amante Henri de Talleyrand-Perigord fu decapitato il 19 agosto 1626.
Determinato a risolvere la questione degli Ugonotti che con le loro roccaforti costituivano un'entità quasi indipendente all'interno dello stato, Richelieu si avvicinò ai cattolici, fece imprigionare Fancan (4 giugno 1627) e procurò la porpora cardinalizia al de Berulle, uno dei capi dei "Devoti" e nell'aprile 1627 concluse un'alleanza con la Spagna.
Nel 1628 Richelieu attaccò la roccaforte della Rochelle che, nonostante il soccorso ricevuto dagli inglesi, cadde dopo quattordici mesi di assedio.
Nel frattempo moriva Vincenzo Gonzaga duca di Mantova e, benché la regina madre fosse contraria, Richelieu convinse Luigi XIII ad intervenire per difendere il diritto di successione nel ducato di Carlo di Rethel figlio di Carlo di Nevers. Nel marzo 1629 il cardinale ruppe ogni indugio diplomatico e forzò le difese piemontesi poste a Susa da Carlo Emanuele I di Savoia e le truppe francesi penetrarono in Italia.
Contemporaneamente un altro esercito, eseguendo un piano strategico ideato dallo stesso Richelieu, isolò la piazza degli Ugonotti in Liguadoca e il 28 giugno 1629 Luigi XIII forzò la grazia di Alais con la quale venivano tolte tutte le roccaforti agli Ugonotti per ripristinare la pace religiosa in Francia.
Ripresa la campagna in Italia ed assunto il comando supremo come luogotenente generale il 19 marzo 1630, Richelieu occupò Pinerolo mentre altre forze francesi occupavano Saluzzo e liberavano la Savoia.
Intanto gli aiuti che Richelieu forniva ai protestanti per averli come alleati contro gli Asburgo accrescevano il contrasto fra la regina madre e il cardinale finché non si arrivò alla Journée des dupes, cioè alle giornate del 10 e 11 novembre 1730 in cui Maria de Medici espresse tutta la sua rabbia in violente scenate contro il primo ministro e contro il figlio dal quale pretendeva la destituzione di Richelieu.
Al termine di una serie di episodi piuttosto teatrali, liti, concitate consultazioni, esplosioni di ira, il re si vide costretto a prendere una decisione e dopo un lungo colloquio con Richelieu decise di respingere le dimissioni del primo ministro e di esiliare la regina madre ed il fratello Gastone che aveva tentato di approfittare della situazione per rivendicare i propri diritti di successione. Molti nobili vicini alla regina madre furono arrestati o esiliati e Richelieu vide definitivamente consolidata la sua posizione e la sua influenza sul re di Francia.
Il 13 ottobre 1632 venne giustiziato il duca Montmorency governatore ribelle della Linguadoca. Considerato l'altissimo lignaggio del condannato fu evidente per chiunque l'incontrastabile potere di Richelieu.
Mentre Richelieu, sempre concentrato sulla lotta agli Asburgo per riscattare la Francia da un condizione di inferiorità nei confronti della Spagna, concludeva un trattato di alleanza con il re di Svezia Gustavo Adolfo, l'imperatore decideva di mettere fine alle vicende italiane per poter indirizzare tutte le sue risorse verso la Germania e nel 1631 sgomberava i Grigioni e la Valtellina mentre le forze francesi si ritiravano dal Piemonte. Carlo di Nevers si vide riconosciuto il ducato di Mantova e del Monferrato.
Se Richelieu aveva pienamente raggiunto i propri obiettivi in Italia, l'alleanza con la Svezia suscitava preoccupazione in quanto Gustavo Adolfo stava marciando su Monaco contro Massimiliano I duca di Baviera che gli era ostile. Tuttavia il 6 novembre 1632 la situazione si risolse con la morte in combattimento del re svedese.
Nel 1635, quando la Spagna inviò aiuti all'esercito imperiale, Richelieu decise di far intervenire direttamente la Francia nella Guerra dei trent'anni. Con la consueta accortezza preparò l'intervento rinnovando le alleanze con la Svezia, l'Olanda e il duca di Savoia e fece assoldare dal re Bernardo di Sassonia-Weimar, uno dei condottieri più abili del momento.
I Francesi erano scarsamente preparati per operazioni militari in grande stile e in un primo momento non seppero evitare che gli Spagnoli invadessero la Francia e occupassero Compiegne ma Richelieu, con incredibile energia, riuscì a riorganizzare l'esercito e a togliere al nemico quanto aveva conquistato. Gli imperiali subirono diverse sconfitte e la guerra continuò su più fronti. L'alleanza franco-svedese conquistò l'Alsazia, sconfisse la lega asburgica, nel 1643 sconfisse gli Spagnoli a Rocroi, nel 1644 conquistò la Renania e nel 1646 la Baviera.
Intanto Richelieu scopriva e sventava un altro complotto ai suoi danni e mandava al patibolo il 12 settembre 1642 i nobili Cinq-Mars e de Thou.
Consapevole di essere gravemente malato, il cardinale si preoccupava della continuità della sua opera e dopo aver scelto i migliori comandanti per le forze armate indicò al re l'italiano Mazzarino come suo successore e continuatore.
Richelieu morì a Parigi il 4 dicembre 1642, la sua salma fu deposta alla Sorbona.
Le trattative di pace ebbero ufficialmente inizio il 4 dicembre 1644 e si conclusero nell'ottobre del 1648 con la Pace di Vestfalia che pose fine alla Guerra dei trent'anni.


Indice sezione