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Giovanni Lami



Figlio di un medico apprezzato e benestante, Giovanni Lami nacque a Santa Croce sull'Arno, presso Pisa, l'8 novembre 1697.
Ricevette un'educazione di buon livello da insegnanti privati e in un collegio di Gesuiti a Prato.
Nel 1715 Giovanni Lami si stabilì a Pisa dove si laureò in legge nel 1719. Nel 1720 a Firenze intraprese per un breve periodo la professione forense e nello stesso anno conobbe Anton Maria Salvini che lo introdusse allo studio dei filosofi greci e della loro lingua.
Rimase a Firenze fino al 1727 lavorando come giudice, componendo opere di teologia e di erudizione ed entrando spesso in polemica con i Gesuiti.
Un trattato sul concilio di Nicea gli procurò considerevole fama, tanto che fu invitato nel 1728 a svolgere il ruolo di bibliotecario a Genova.
Negli anni dal a href='../storia/index.php?anno=1728&aCdC=d.C.'>1728 al 1732 viaggiò a Vienna e a Parigi conoscendo diversi intellettuali, prima di stabilirsi definitivamente a Firenze. Divenne bibliotecario della famiglia Riccardi e dal 1733 ebbe la cattedra di storia ecclesiastica dello Studio Fiorentino.
Dal 1736 iniziò la publicazione di Deliciae Eruditorum, vasta opera di erudizione comprendente studi critici su vari codici greci e bizantini. L'opera raggiunse i diciotto volumi e la sua pubblicazione fu completata nel 1769, includendo diversi scritti e resoconti di viaggio dello stesso Lami.
Nel 1740 Lami fu fra i fondatori della rivista Novelle Letterarie che diresse fino al 1770. Nello stesso periodo entrò a far parte dell'Accademia della Crusca e partecipò alla compilazione del Vocabolario.
Le Novelle Letterarie furono pubblicate fino al 1792 e conobbero ampia diffusione in Italia; fino a che furono dirette dal Lami si occuparono prevalentemente di argomenti letterari e di questioni religiose battendosi per smascherare superstizioni e leggende che la tradizione inseriva nel culto e nelle agiografie.
Per tutto il resto della vita Lami proseguì la sua intensa attività di giornalista senza mai sospendere la parallela opera di storico e scrittore. Nel 1766 pubblicò i due volumi delle Lezioni di Antichità Toscane mentre lasciò incompiuta una grande storia delle chiese fiorentine.
Giovanni Lami morì nella sua casa di Firenze il 6 febbraio 1770. Fu sepolto nella chiesa di San Felice in Piazza.
Lasciò i suoi beni ai nipoti e a varie istituzioni benefiche mentre la sua biblioteca comprendente oltre cinquemila volumi andò allo Studio Fiorentino e in seguito fu divisa fra il Fondo Magliabechiano della Biblioteca Nazionale e la Biblioteca Riccardiana.
In quest'ultima è conservato anche il suo vasto carteggio epistolare.


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