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Orazio Coclite



Eroe della leggenda romana, difese da solo la testa di Ponte Sublicio contro gli Etruschi di Porsenna che tentavano di invadere Roma nel 508 a.C., inizialmente aiutato da Tito Erminio e da Tito Larcio Spurio, poi solo.
Quando i Romani fecero crollare il ponte alle sue spalle si gettò nel fiume morendo secondo Polibio, salvandosi secondo altre fonti. E' citato anche in Livio (II,10) e nei Trionfi di Petrarca.
Era fratello di Marco Orazio Pulvillo console nel 509 a.C. e discendeva dagli Orazi che combatterono contro i Curiazi.

Aulo Gellio. citando Verrio Flacco, racconta che una volta gli aruspici etruschi convinsero il popolo di Roma a nascondere la statua di Orazio Coclite che era stata colpita da un fulmine: era l'esatto contrario di quanto si sarebbe dovuto fare. Infatti solo quando gli aruspici furono scoperti e giustiziati e la statua sistemata nel Vulcanale in un luogo aperto ed elevato, il popolo romano tornò a godere di eventi fortunati. Plinio il Vecchio (NH, XXXIV, 22) afferma che ai suoi tempi la statua era ancora esistente.



Riferimenti letteratura:
  • Tito Livio - Storia di Roma
  • Virgilio - Eneide
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Aulo Gellio - Notti Attiche



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