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Guglielmo I d'Orange



Guglielmo I detto il Taciturno, principe di Orange e conte di Nassau.
Figliio di Guglielmo di Nassau-Dillemburg e di Giuliana di Stolberg, nacque il 24 aprile 1533 nel castello di Dillemburg e ricevette un'educazione basata sulla confessione luterana alla quale aderivano i genitori.
Nel 1544 ereditò dal cugino Renato di Nassau il principato di Orange e vasti possedimenti nei Paesi Bassi. L'imperatore Carlo V convalidò il testamento di Renato di Nassau ma impose a Guglielmo di trasferirsi a Bruxelles per ricevere un'educazione cattolica. Cresciuto alla corte di Carlo V, Guglielmo divenne membro del consiglio di stato nel 1555 sotto Filippo II e partecipò attivamente alle vicende diplomatiche durante la guerra della Spagna contro la Francia fino alla pace di Cateau-Cambrésis.
Dopo il trattato, tuttavia, venne a conoscenza dei piani segreti di Filippo in merito alla repressione dei protestanti e nel 1559 fu tra i membri del governo che chiesero ufficialmente al re di ritirare le truppe spagnole dai Paesi Bassi entrando in aperto contrasto con Filippo II e dimettendosi dal consiglio di stato.
Guglielmo era una figura troppo prestigiosa per essere del tutto oscurata e Filippo, forse mal volentieri, lo nominò governatore delle province olandesi e nel 1561 della Franca Contea.
Nel 1563 il papa Pio V si pronunciò duramente contro Guglielmo ritenuto troppo tollerante nei confronti dei calvinisti che vivevano nei suoi domini. La posizione di Guglielmo si fece sempre più apertamente favorevole alla libertà religiosa fino a quando espresse con chiari termini questo concetto di fronte al consiglio di stato il 31 dicembre 1564. Filippo II reagì duramente diramando l'ordine di aumentare la persecuzione di ogni forma di eresia, disposizione che Guglielmo si rifiutò di attuare nei territori da lui governati.
Pur mantenendosi ufficialmente cattolico e fedele alla corona, Guglilmo d'Orange divenne molto popolare tra i protestanti e grazie a ciò riuscì a evitare situazioni pericolose durante un raduno di calvinisti a Anversa nel 1566, ma in seguito i calvinisti devastarono le chiede della città e Guglielmo fu accusato di essere dalla loro parte.
Nel 1567, mentre il governo dei Paesi Bassi passava al duca di Alba sopraggiunto alla testa di un enorme esercito spagnolo, Guglielmo si ritirò in Germania insieme a molte persone cattoliche o protestanti che condividevano la loro posizione.
Convocato davanti a un tribunale speciale Guglielmo non si presentò e il duca di Alba fece rapire il suo primogenito Filippo Guglielmo. Dopo aver chiesto aiuto a tutte le potenze protestanti Guglielmo, insieme al fratello Luigi, riunì un esercito in parte mercenario e invase i Paesi Bassi ma dopo qualche modesta vittoria la scarsa adesione delle popolazioni locali e la superiorità militare degli Spagnoli lo costrinsero a ritirarsi in Francia.
Deluso dal comportamento dei luterani tedeschi, Guglielmo si avvicinò al calvinismo francese che in precedenza non aveva approvato.
Nel 1572 Guglielmo organizzò una nuova impresa e questa volta incontrò maggiore adesione da parte delle città liberate e ottenne migliori risultati ma in agosto, dopo la notte di San Bartolomeo, gli Spagnoli portarono un forte attacco respingendo Guglielmo in Olanda.
Negli anni successivi il Taciturno fu alla testa di un movimento patriotico prima che religioso che aspirava a recuperare le libertà e i privilegi soffocati dai dominatori spagnoli a costo di difenderli con le armi.
La situazione sembrò tendere a una possibile intesa quando nel 1573 il governo dei Paesi Bassi fu affidato a Luis de Requesens che emanando un'amnistia generale e altri provvedimenti mostrò di cercare un dialogo con i ribelli che da parte loro rimanevano fermi nelle loro posizioni e rifiutavano l'abiura posta da Filippo II come condizione per avviare qualsiasi trattativa.
Anche Requesens ricorse allo scontro militare ma le sue truppe si ammutinarono perché non venivano pagate e lo stesso Requesens morì improvvisamente nel 1576 senza che il suo impegno avesse prodotto risultati concreti.
Nello stesso anno fu conclusa la Pacificazione di Gand, un accordo degli Stati Generali dei Paesi Bassi con le province ribelli per allontanare le milizie che avevano disertato e vivevano di saccheggi. Con lo stesso accordo fu nominato successore di Requesens Don Giovanni d'Austria il quale nel luglio 1577 occupò Namur, evento che scatenò la reazione del popolo che proclamò Guglilemo d'Orange padre della patria e presto Don Giovanni venne rimosso dall'incarico.
Non ebbe miglior fortuna il successore Mattia d'Austria al quale gli Stati Generali furono costretti dal popolo minaccioso ad affiancare Guglielmo. Contrariamente ai desideri di Guglielmo, però, i dissensi tra cattolici, luterani e calvinisti minavano alla base l'intesa tra i ribelli e nel 1579 si formò una compagine cattolica con l'Unione di Arras mentre le province protestanti formavano l'Unione di Utrecht.
Per colpire al cuore la ribellione gli Spagnoli, tramite il nuovo governatore Alessandro Farnese, posero una taglia su Guglielmo che offrì la sovranità sui Paesi Bassi al duca Francesco d'Angiò con un trattato del 1580 e il 22 luglio 1581 gli Stati Generali dichiararono l'indipendenza dalla Spagna.
Il duca d'Angiò prese un atteggiamento da sovrano assoluto e quando si rese conto di non essere gradito ai suoi nuovi sudditi occupò e saccheggiò Anversa ma le sue truppe furono debellate dagli Olandesi e non gli rimase che rientrare in Francia.
In seguito Guglielmo accettò la nomina a governatore generale degli stati firmatari dell'Unione di Utrecht ma rifiutò il ducato del Brabangte. Il 10 luglio 1584 Guglielmo fu assassinato nella sua dimora di Delft dal cattolico francese Balthasar Gérard spinto all'omicidio dal suo fanatismo religioso e dalla taglia che pendeva sul capo del principe. Guglielmo fu sepolto nella Chiesa Nuova di Delft mentre il suo assassino venne giustiziato in modo particolarmente crudele.
Aveva avuto dalle sue quattro mogli dodici figli fra cui Filippo Guglielmo principe d'Orange e Maurizio che fu governatore delle province della repubblica olandese.


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