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Oineo o Eneo



Discendente di Deucalione, figlio di Portaone, è l'inventore dell'arboricoltura.
Nel mito ospita Libero e gli permette di giacere con sua moglie Altea, dalla ierogamia nasce Deianira.
Eneo viene premiato con la conoscenza della viticoltura e Libero, in suo onore, conia da Eneo il nome Oinos. Il mito si ricollega a rituali di fertilità in cui i Greci rappresentavano simbolicamente l'unione fra Dioniso e la moglie dell'arconte.
In un altro mito uno dei pastori di Eneo scopre che un montone si allontanava spesso dal gregge per brucare grappoli d'uva. Gli venne allora l'idea di spremere i grappoli ed inventò il vino.
Nelle Dionisiache di Nonno di Panopoli Oineo comanda una delle cinque falangi dell'esercito di Dioniso nella guerra contro gli Indiani descritta nel poema.

Re di Calidone in Etolia, padre di Meleagro.
Oineo aveva uno splendido giardino di viti ed ulivi. Al tempo della raccolta ne offì le primizie agli dei dimenticando Artemide che lo punì inviando un portentoso cinghiale a devastare le vigne. La gioventù di Calidone venne inviata a caccia della bestia. La prima a ferire il cinghiale fu la vergine cacciatrice Atalanta, Meleagro finì la bestia.
Innamorato di Atalanta, Meleagro le offrì le spoglie del cinghiale, offendendo gli zii materni. Nella rissa che seguì Meleagro uccise gli zii. In una versione del mito Oineo punisce Meleagro distruggendo la pianta di ulivo alla quale un oracolo aveva legato la vita del figlio.


Riferimenti letteratura:
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica
  • Pseudo-Apollodoro - Biblioteca
  • Nonno di Panopoli - Dionisiache



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