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Marco Porcio Catone Uticense



Figlio di Marco Porcio Catone Saloniano il Giovane e di 95 a.C. La famiglia paterna discendeva da Catone il Vecchio, mentre la madre era figlia di Marco Livio Druso console nel 112 a.C. e sorella del Marco Livio Druso tribuno della plebe nel 112 a.C.

Appassionato studioso di filosofia, aderì alla dottrina stoica assumendola come proprio codice morale e modo di vivere. Pur legato a Silla da rapporti di parentela, deprecò la sua dittatura e la sua violenza e nel 65 a.C., anno in cui fu questore, perseguì gli abusi commessi durante le proscrizioni sillane.
Sostenne Cicerone contro Catilina e capeggiò in Senato l'opposizione contro il primo Triumvirato.
Nella guerra civile seguì Pompeo e dopo Farsalo continuò a combattere in Africa. Assediato in Utica si suicidò (46 a.C.).
La sua fama e la sua personalità lo portarono ad essere considerato un simbolo di libertà e correttezza politica, consacrato da Dante nel primo canto del Purgatorio. Fu proverbiale anche per la sua onestà: Cicerone e Plinio il Vecchio ricordano che quando nel 54 a.C. i comizi elettorali furono viziati da sospetti di broglio, le parti in causa convennero di depositare le cauzioni nelle mani di Catone, uomo al di sopra di ogni sospetto.


Riferimenti letteratura:
  • Cicerone - Pro Murena
  • Cicerone - Pro Sestio
  • Velleio Patercolo - Storia di Roma
  • Plutarco - Vite di Cimone e Lucullo
  • Plutarco - Demostene e Cicerone
  • Plutarco - Alessandro e Cesare
  • Agostino di Ippona - La città di Dio
  • Divina Commedia - Purgatorio
  • Metastasio - Catone
  • Bertolt Brecht - Gli affari del signor Giulio Cesare



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