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Gaio Giulio Civile



Gaio Giulio Civile (anche detto Claudio Civile) e suo fratello Giulio Paolo erano membri della famiglia reale dei Batavi, popolazione stanziata alla foce del Reno che aveva reso molti servizi ai Romani nelle guerre in Germania e in Britannia.
Nel 68 d.C., con una falsa accusa di sedizione, il legato imperiale Fonteio Capitone mandò a morte Giulio Paolo ma non potè fare altrettanto con Giulio Civile che era un veterano della guerra in Britannia, aveva un grado nell'esercito romano ed aveva ottenuto la cittadinanza. Capitone quindi mandò Civile in catene a Roma perché venisse giudicato da Nerone.
Caduto Nerone, Giulio Civile fu assolto da Galba che gli affidò il comando di una coorte. In seguito l'atteggiamento favorevole di Galba rese Civile sospetto a Vitellio ma di nuovo il capo batavo non subì alcun danno, aveva tuttavia preso ad odiare i Romani e covava un risentimento che esigeva vendetta.
L'occasione fu la leva indetta da Vitellio per marciare verso l'Italia. Civile sfruttò l'indignazione dei Batavi per la violenza con cui i Romani pretendevano il reclutamento per indurre la sua gente alla rivolta.
I ribelli batavi presto coinvolsero altre popolazioni della regione e nella prima battaglia affrontarono i Romani insiema a Canninefati, Frisi e Tungri e li sconfissero.
Il governatore della Germania Ordeonio Flacco che in precedenza aveva sostenuto Giulio Civile perché fermasse le legioni di Vitellio, ora mandò contro di lui il legato Mummio Luperco che fu rapidamente sconfitto dai Batavi e costretto a rifugiarsi a Castra Vetera con le sue due legioni.
Civile spinse i suoi uomini a giurare fedeltà a Vespasiano e assediò le due legioni di Luperco. Ordeonio Flacco inviò in soccorso degli alleati Dillio Vocula che sconfisse Civile ma non seppe trarre vantaggio dalla vittoria.
Civile raccolse altre forze alleate e la guerra si fece più intensa mentre agli inizi del 70 giungeva la notizia della sconfitta di Vitellio.
Le legioni assediate si arresero ed ebbero da Civile l'incolumità ma quando si allontanarono da Castra Vetera furono massacrate dai Germani, non sappiamo se con l'assenso di Civile.
Da Roma fu inviato un grande esercito comandato da Petilio Ceriale e da Annio Gallo. Giulio Civile intendeva temporeggiare attendendo nuovi aiuti ma alla fine fu convinto dai suoi collaboratori a dare battaglia e fu più volte sconfitto da Ceriale mentre i Canninefati distruggevano la flotta romana.
Infine Civile accettò la resa offerta da Ceriale ma sulle trattative si interrompe il racconto di Tacito senza lasciarci conoscere i particolari e, soprattutto, senza informarci sulla fine che toccò a Giulio Civile.


Riferimenti letteratura:
  • Tacito - Storie




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