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Totila



In realtà si chiamava Baduila, il soprannome Totila significa "immortale".
Era duca del Friuli quando divenne re degli Ostrogoti, elevato al trono dopo la caduta di Ravenna in mano ai Bizantini (540).
Riuscì a conquistare quasi tutta l'Italia finché perduta la sua flotta a Senigallia fu sconfitto e ucciso da Narsete a Tagina (Gualdo Tadino) nel 552.

Un racconto dettagliato delle gesta di Totila in Italia si ricava dalla Guerra Gotica di Procopio di Cesarea:
Parente di Ildibado, Totila fu eletto re dopo la morte di Erarico.
I Bizantini lo attaccarono a Pavia ma vennero sconfitti. Poco dopo il Goto iniziò a scorrere per l'Italia con le sue truppe riportando numerose vittorie.
Conquistò le fortezze di Cesena e del Furlo, poi passò in Toscana, attaccò Firenze e nella primavera del 542 sconfisse l'esercito bizantino gravemente disorganizzato, nella zona del Mugello.
Evitando Roma si diresse a sud e conquistò rapidamente Benevento, quindi proseguì lasciando una parte del suo esercito ad assediare Napoli e si impossessò in poco tempo dell'intera Italia Meridionale.
L'assedio di Napoli durò fino al giugno 543, quando Totila prese la città dopo aver sterminato un contingente di soldati bizantini guidato dal senatore Massimino giunto in soccorso dei Napoletani. Dopo aver conquistato la città, stando a Procopio, Totila si comportò con clemenza nei confronti della popolazione e dei soldati del presidio bizantino che lasciò partire indisturbati.
Totila passò quindi ad assediare Tivoli per avere il controllo della valle dell'Aniene, conquistò Assisi e Spoleto ed assediò senza successo Perugia.
Quando assediò Roma si trovò in posizione di forza perché già controllava la regione circostante e l'aver preso Napoli gli permetteva di intercettare dalla costa campana le navi che portavano rifornimenti a Roma. Belisario tentò di risalire il Tevere con navi cariche di viveri, ma un'azione diversiva dei Goti lo indusse a rinunciare.
Grazie al tradimento di alcune sentinelle, Totila riuscì ad entrare in Roma senza combattere e saccheggiò la città, ma proibì di nuocere alla popolazione.
Stabilito un governo provvisorio a Roma, il Goto propose la pace a Giustiniano che rimise la decisione a Belisario. Prima di lasciare Roma Totila demolì una parte delle mura, quindi raggiunse la Lucania e stabilì un presidio ad Acerenza per poi muovere di nuovo verso Ravenna, ma intanto Belisario si trasferiva a Roma con tutte le sue forze e quando Totila tentò di attaccarlo venne respinto.
L'invio di nuovi contingenti da parte di Giustiniano spostò il fronte della guerra a sud. Belisario ebbe ordine di unirsi ai rinforzi a Taranto ma il vento lo portò a Crotone dove la cavalleria bizantina fu massacrata dai Goti.
I Bizantini decisero di dividere le loro forze in Italia, parte a Roma con Belisario, il resto nel Piceno, ma Totila, che aveva assediato il campo bizantino di Rossano, non si lasciò distogliere finché non ebbe ottenuta la resa.
Belisario venne richiamato in oriente per combattere contro i Persiani e Totila concentrò le sue forze nell'assedio di Roma, assedio che durò a lungo ma infine gli Isaurici che militavano nel presidio bizantino tradirono ed aprirono a Totila le porte della città.
Entrato per la seconda volta in Roma, il Goto si comportò ancora con moderazione e clemenza, anzi ordinò di ricostruire quanto aveva distrutto in precedenza, quindi si diresse nuovamente a sud ed occupò Reggio e Taranto, mentre altre truppe di Goti conquistavano Rimini (549).
Mentre i Bizantini si riorganizzavano con l'arrivo di nuove forze e nuovi ufficiali, Totila passò a depredare la Sicilia, tornando in Italia con un ricchissimo bottino.
Nel 551 richiamò a Roma i senatori ed affidò loro la cura della città. Nello stesso periodo i Bizantini, esperti di navigazione, vinsero i Goti in una grande battaglia navale nelle acque si Senigallia e liberarono Ancona dall'assedio.
Il nuovo esercito bizantino era comandato dall'eunuco Narsete che, giunto in Italia, discese l'Appennino e si accampò in Umbria presso Gualdo Tadino non distante dal campo di Totila.
Narsete propose la pace ma Totila rifiutò e i due eserciti vennero allo scontro, i Bizantini prevalsero e Totila, ferito a morte, tentò di fuggire ma morì dopo aver percorso una breve distanza (552).


Cronologia
- 541 - Incoronazione di Totila
- 542 - Difende Verona, sconfigge i Bizantini presso Faenza e in Toscana, marcia verso sud
- 543 - Conquista Benevento, Cuma e Napoli
- 545 - Belisario torna in Italia. Totila conquista Piacenza, Spoleto, Assisi e Roma ma poi abbandona Roma dopo aver demolito parte delle mura
- 547 - Belisario entra a Roma e vi si fortifica
- 548 - Belisario richiamato per combattere in Persia
- 549 - Totila riconquista Roma. Assale e devasta gran parte della Sicilia
- 551 - Giustiniano che rimise la decisione a Belisario. Prima di lasciare Roma Totila demolì una parte delle mura, quindi raggiunse la Lucania e stabilì un presidio ad Acerenza per poi muovere di nuovo verso Ravenna, ma intanto Belisario si trasferiva a Roma con tutte le sue forze e quando Totila tentò di attaccarlo venne respinto.
L'invio di nuovi contingenti da parte di Giustiniano spostò il fronte della guerra a sud. Belisario invia Narsete in Italia
- 552 - I Goti sconfitti da Narsete a Tagina, Totila perde la vita.


Riferimenti letteratura:
  • Procopio di Cesarea - La guerra gotica
  • Paolo Diacono - Storia dei Longobardi
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare


    Vedi anche:
  • Re Goti in Italia



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