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Thule



Pitea, un viaggiatore di Massalia (Marsiglia) del IV secolo a.C., nel resoconto dei suoi viaggi parlò di una terra invasa dal fuoco e dai ghiacci denominata Tile o Thule situata molto a nord della Gran Bretagna, sei giorni di navigazione. Gli abitanti, scriveva Pitea, soffrivano per la perenne carestia dovuta al terribile clima del loro paese.
Strabone considerava inaffidabili le informazioni fornite da Pitea ma non negava l'esistenza di questo paese.
Tacito, narrando la vita e le imprese di suo suocero Gneo Giulio Agricola governatore della Britannia, afferma che egli avvistò Tile coperta di ghiacci quando giunse all'estremo nord della Caledonia.
Di Thule parla anche Procopio di Cesarea quando racconta che nel sesto secolo gli Eruli inviarono una missione a Thule per scegliere un nuovo capo di nobile stirpe fra i loro connazionali scacciati dai Longobardi ed emigrati in quella terra.
L'identificazione di Thule è ancora dubbia, si è pensato alle isole Shetland, alla parte più settentrionale della Norvegia e all'Islanda. Del resto non è neanche certo che la terra di cui parla Procopio corrisponda a quella citata da Strabone, Tacito o Pitea.


Riferimenti letteratura:
  • Strabone - Geografia
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Tacito - Agricola
  • Gaio Giulio Solino - Delle cose meravigliose del mondo
  • Procopio di Cesarea - La guerra gotica




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