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Censore



Magistrato romano che aveva il compito di svolgere le operazioni del censo, il censimento dei cittadini e delle loro proprietà.
La magistratura del censore risaliva all'epoca repubblicana, ma la tradizione attribuisce a Servio Tullio l'istituzione del censimento.
Venivano nominati prima ogni quattro poi ogni cinque anni e restavano in carica per circa 18 mesi.
I censori esercitavano una sorta di giurisdizione morale sui costumi con la facoltà di comminare varie sanzioni nei confronti dei trasgerssori, tra cui la cosiddetta nota censoria.

Con la Lex Ovinia del 312 i censori ebbero l'incarico di nominare nuovi senatori e di allontanare dal Senato quanti risultavano indegni.
Circondati da grande prestigio, i censori venivano di solito eletti fra gli ex consoli.
Scomparvero praticamente con Augusto che assunse i poteri della censura.
Claudio si fece nominare censore e Domiziano assunse la censura a vita.
I censori furono creati, secondo alcuni, nel 444 ma la magistratura fu regolarizzata solo nel 366 a.C. con la Lex Aemilia.


Riferimenti letteratura:
  • Livio - Storia di Roma



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