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Aulo Gabinio



Tribuno della plebe a Roma nel 67 a.C., insieme con Gaio Manilio. Fu lui a proporre al Senato di assegnare il comando della guerra contro i pirati a Pompeo, del quale era attivo sostenitore. La proposta venne accolta ed ufficializzata con la Lex Gabinia, legge che fu approvata anche da Giulio Cesare e da Cicerone.
Console nel 58 a.C. con Lucio Calpurnio Pisone, contribuì all'esilio di Cicerone appoggiando la politica del tribuno della plebe Publio Clodio Pulcro che era acerrimo nemico dell'oratore.
Proconsole in Siria dal 57 a.C. al 54 represse la rivolta dei Giudei. Nel 55 a.C. si adoperò, contro il volere del Senato, per rimettere sul trono d'Egitto Tolomeo Aulete dal cui denaro si era lasciato corrompere.
Nel 54 venne processato per abusi compiuti come proconsole e venne esiliato.
Quando rientrò a Roma passò a Cesare, che lo aveva richiamato.
Nel 48 e 47 combattè nell'Illirico, dove morì durante l'assedio di Salona.
Nell'orazione Pro Sestio Cicerone parla del consolato di Gabinio e di Calpurnio Pisone accusando i due ex consoli di ogni nefandezza e deprecando la loro intesa con Publio Clodio. In particolare Gabinio viene descritto come un turpe frequentatore di postriboli, ed accusato di aver voluto accedere al tribunato per salvarsi, con l'impunità, dai molti creditori che lo perseguitavano per i debiti che derivavano dalla sua vita dissoluta.


Riferimenti letteratura:
  • Velleio Patercolo - Storia romana
  • Dione Cassio - Storia romana
  • Cicerone - Pro Sestio
  • Giuseppe Flavio - Antichità Giudaiche
  • Plutarco - Demostene e Cicerone


    Vedi anche:
  • Cronologia dei magistrati romani
  • Governatori romani della Siria




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