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Mamertini



Mercenari italici, prevalentemente campani, al servizio di Agatocle, tiranno di Siracusa, accamparono la pretesa di partecipare all'elezioni dei magistrati provocando disordini e vennero espulsi.
Il nome Mamertini si riferiva a Mamerte, divinità italica della guerra equivalente al Marte romano e all'Ares dei Greci.
Dopo morte di Agatocle (289 a.C.), si impadronirono di Messina e la tennero per oltre un ventennio finché non vennero in collisione con Siracusa.
Sconfitti da Gerone si rivolsero, per ottenere protezione, prima a Cartagine, poi a Roma.
Roma aderì, sia pure con perplessità, e nel 264 a.C. il console Appio Claudio passò lo Stretto e i Mamertini, allontanati gli aiuti cartaginesi da loro stessi chiamati, gli consegnarono Messina.
Questa decisione offese i Cartaginesi che si allearono con Gerone e rifiutarono di accogliere i tentativi diplomatici romani di risoltere pacificamente la situazione.
Il console attaccò e sconfisse Siracusani e Cartaginesi ed affidò Messina ai Mamertini per marciare contro Siracusa.
Polibio considera questi eventi fra le circostanze scatenanti della prima guerra punica, un conflitto reso inevitabili dalle mire di conquista che sia Cartagine sia Roma nutrivano nei confronti della Sicilia.
Le fonti non rendono noto il destino dei Mamertini durante e dopo le guerre puniche.



Riferimenti letteratura:
  • Polibio di Megalopoli - Storie
  • Giustino - Epitome delle Storie Filippiche Di Pompeo Trogo
  • Giuseppe Manno - Storia di Sardegna



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