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Farisei



Uno dei grandi movimenti religiosi e politici (con Sadducei, Zeloti, Esseni) fioriti in seno all'ebraismo fra il II ed il I secolo a.C. Il partito farisaico sembra costituirsi durente la rivolta dei Maccabei.
Comparvero per la prima volta durante il regno di Giovanni Ircano (134-104 a.C.) cui si opposero per aver assunto il titolo di Re e di gran Sacerdote. Principali avversari dei Farisei furono i Sadducei. Se i Sadducei rappresentavano la classe nobile sacerdotale rigidamente conservatrice i Farisei, rappresentanti del ceto medio erano più inclini alle innovazioni e facevano ricorso alla tradizione orale che consideravano integrativa alla legge scritta. La loro concezione teologica era caratterizzata da un'accentuazione della provvidenza divina tale da indurre al fatalismo, dalla fede nell'avvento del regno di Dio e nella resurrezione e nell'angelologia, tutte dottrine rifiutate dai Sadducei.
Nel nuovo testamento i Farisei sono duramente criticati da Gesù a causa dell'insistenza con cui proclamavano l'osservanza rituale della lettera più che dello spirito della legge. Per gli stessi motivi e per il loro propugnare ogni separazione fra Ebrei e Gentili, i Farisei furono ostili alla politica ellenizzante di Erode. Dopo la distruzione del tempio (70 d.C.) la setta sopravvisse e contribuì alla compilazione del Talmud.


Riferimenti letteratura:
  • Giuseppe Flavio - Antichità Giudaiche





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