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Agesilao II



Statista spartano, fu re di Sparta dal 400 a.C., della dinastia degli Euripontidi.
Figlio minore di Archidamo II salì al trono solo alla morte del fratello Agide II dopo aver lottato per la successione con il nipote Leotichida, figlio di Agide, il quale non fu eletto perché ritenuto di dubbia paternità.
Nella primavera del 396 a.C., su suggerimento del generale Lisandro, gli Spartani intrapresero una spedizione in Asia Minore contro il dominio persiano in quella regione con l'implicita intenzione di estendere e rafforzare l'egemonia spartana sull'Egeo. Il comando della spedizione fu affidato ad Agesilao.
Come racconta Plutarco, Lisandro accompagnò Agesilao in veste di consigliere ma il re, preoccupato del prestigio del generale in Asia Minore, finì con l'isolarlo spogliandolo di ogni incarico. Durante la campagna Agesilao non riportò significativi successi ad eccezione della vittoria del 395 sul satrapo di Sardi Tissaferne il quale fu in seguito giustiziato per ordine del re persiano Dario II.
Nel 394 a.C., mentre si preparava ad invadere la Cappadocia, Agesilao dovette tornare urgentemente in patria per lo scoppio della "guerra di Corinto" provocata da varie città greche che i Persiani avevano finanziato per attaccare Sparta.
Nell'agosto del 394 a.C. Agesilao sconfisse nella battaglia di Coronea i Tebani che tentavano di impedirgli il rientro in Grecia ma nello stesso periodo la flotta ateniese comandata da Conone sgominava quella spartana nei pressi di Cnido.
La guerra di Corinto si protrasse fino al 386 a.C. quando si concluse con un trattato con i Persiani che, se garantiva l'autonomia delle città della Grecia, confermava la sottomissione ai Persiani delle città greche in Asia Minore, il trattato escludeva inoltre la possibilità che una città greca dominasse sulle altre tramite leghe ed alleanze. Questa clausola indebolì notevolmente città come Atene ed Argo che negli anni successivi subirono pesantemente l'egemonia spartana.
Agesilao non promosse personalmente ma non ostacolò alcune azioni militari degli Spartani che nel 377 a.C. provocarono una nuova guerra con Atene e Tebe. Dopo due anni di questa guerra l'antagonismo fra Sparta e Atene prese a scemare per la comune preoccupazione davanti alla potenza di Tebe in costante aumento, infatti alla pace del 371 a.C., per il rifiuto dei Tebani a rinunciare all'egemonia sulla Beozia, seguì una nuova dichiarazione di guerra di Tebe contro Sparta.
Nel luglio 371 a.C. l'esercito tebano comandato da Epaminonda sconfisse a Leuttra quello spartano comandato da Cleombroto (re collega di Agesilao) che morì nella battaglia.
Nei due anni seguenti la Laconia fu occupata dai Tebani che non riuscirono a conquistare Sparta grazie alla difesa organizzata da Agesilao.
Nel 362 a.C. Agesilao tentò di contrattaccare guidando una spedizione contro la città antispartana di Mantinea, nella battaglia che ne seguì gli Spartani furono sconfitti ma Epaminonda venne ucciso.
Nel 360 a.C. Agesilao, già più che ottantenne, accettò di comandare truppe mercenarie in Egitto e morì durante l'impresa. Il suo corpo fu riportato a Sparta.
Gli successe Archidamo III.

Nella Vita di Lisandro, Plutarco racconta che Agesilao fu in gioventù amante di Lisandro il quale lo convinse, alla morte di Agide II a pretendere il trono opponendosi al fratello Leotichida la cui paternità era incerta, si sospettava infatti che fosse figlio di Alcibiade che aveva avuto una relazione con Timea, moglie di Agide.
Abbiamo sue biografie da Senofonte, Cornelio Nepote e Plutarco.


Riferimenti letteratura:
  • Plutarco - Vite di Lisandro e Silla
  • Giustino - Epitome delle Storie Filippiche Di Pompeo Trogo


    Vedi anche:
  • Re di Sparta
  • Dinastia degli Euripontidi



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