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Publio Licinio Valeriano imperatore



Nato intorno al 190 d.C. da famiglia nobile, Publio Licinio Valeriano ebbe il suo primo consolato nel 238 d.C. sotto Alessandro Severo.
Quando Decio partì per combattere i Goti in Mesia (251) gli affidò l'amministrazione statale e la tutela del figlio minore Ostiliano. Decio morì in guerra e gli successe Treboniano Gallo.
Nel 253 Valeriano si trovava nella Rezia, forse come governatore, quando ricevette una richiesta di aiuto da parte di Treboniano che stava per essere attaccato da Marco Emilio Emiliano, governatore della Mesia Inferiore, che era stato acclamato imperatore dalle sue legioni dopo alcune azioni di successo contro i Goti.
Emiliano precedette Valeriano e sconfisse Treboniano Gallo che venne ucciso dai suoi soldati ma Valeriano proseguì la marcia ed anche Emiliano venne eliminato.
Divenuto imperatore, Valeriano si dimostrò rispettoso del senato che, da parte sua, confermò la nomina ed attribuì il titolo di augusto al figlio Gallieno.
Valeriano si trovò ad affrontare una situazione critica per la tensione con le popolazioni limitrofe ai confini settentrionali dell'impero e per l'invasione della Siria e della Mesopotamia da parte del re persiano Sapore I.
Affidato a Gallieno il comando in occidente, Valeriano si portò nelle province orientali quando i Persiani avevano già preparato i loro saccheggi ed i Goti continuavano le loro incursioni. Nel 258 Sapore I riprese l'offensiva ed attaccò nuovamente Antiochia; Valeriano non seppe organizzare una valida resistenza e subì una serie di sconfitte anche a causa di un'epidemia di peste che aveva colpito il suo esercito.
Tentò di liberare Edessa occupata dai Persiani e propose a Sapore di intevolare trattative. Sapore lo invitò ad un incontro ma si trattava di una trappola e Valeriano venne fatto prigioniero, non sappiamo con certezza se nel 259 o nel 260. Non tornò più dalla prigionia.
Le fonti sono molto lacunose sulla politica interna di Valeriano, sappiamo che rispettò le tradizioni e che nel 257 riprese le persecuzioni contro i cristiani: ne furono vittime, fra gli altri, il papa Sisto II e lo scrittore Cecilio Cipriano vescovo di Cartagine.


Riferimenti letteratura:
  • Storia Augusta
  • Eusebio di Cesarea - Storia Ecclesiastica


    Vedi anche:
  • Cronologia degli Imperatori Romani



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