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Riferimenti Genealogici

Genitori:
  • Ificle
  • Automedusa
  • Iolao



    Lernaean Hydra Louvre CA7318
    Eracle e Iolao contro l'Idra di Lerna
    Anfora attica VI sec. a.C.
    Manner of the Princeton
    (Bibi Saint-Pol (2007)) [Public domain],
    via Wikimedia Commons
    Figlio di Ificle, (figlio di Anfitrione e di Alcmena), dunque fratellastro di Eracle.
    Compagno o auriga di Eracle lo accompagna nell'impresa dell'Idra di Lerna e lo aiuta ad uccidere il mostro bruciando le teste che Eracle recide. Lo accompagna inoltre a prendere il bestiame di Gerione. Nel poemetto Lo scudo di Eracle Iolao è citato come auriga di Eracle in occasione del duello di questi con Cicno, figlio di Ares.

    Secondo Diodoro Siculo Eracle dedicò a Iolao un recinto sacro a Lentini, recinto che veniva considerato miracolo.
    Ancora Diodoro Siculo racconta che prima di ricevere l'immortalità, Eracle seppe dall'oracolo di dover inviare i figli avuti dalle Tespiadi in Sardegna per fondare una colonia. Affidò la spedizione a Iolao, il quale conquistò l'isola, fondò Olbia, affidò a Dedalo la costruzione di splendidi edifici ed avviò fiorenti coltivazioni che resero la Sardegna contesa per i secoli a venire.
    Anche Pausania (IX, 23) conferma che Iolao morì in Sardegna e narra che in Tebe, presso lo stadio, si trovava l'eroo di Iolao.

    Nella versione di Apollodoro, Eracle cedette a Iolao la propria moglie Megara dopo aver ucciso i figli avuti da lei a causa della pazzia mandatagli da Era.
    Alla morte di Eracle eresse la pira funebre per l'eroe ma rifiutò di accenderla, prese con se i figli di Eracle e li condusse ad Atene.

    Nella tragedia Eraclidi di Euripide, Iolao appare vecchio ma impegnato a proteggere i figli di Eracle dalle persecuzioni di Euristeo. Nella stessa tragedia è protagonista di un prodigio: combattendo contro Euristeo chiede agli dei, ed ottiene, di tornare giovane per un giorno.
    Il personaggio di Iolao è ricordato anche nella Pitica IX di Pindaro secondo il quale Iolao fu sepolto a Tebe nella tomba di Anfitrione.

    Tradizionalmente considerato vincitore della gara con il carro nei primi giochi di Olimpia, Iolao è citato da Pindaro nell'Istmica I come paragone mitologico con il vincitore di quella gara (Erodoto di Tebe) e nella Pitica XI con Trasideo di Tebe vincitore nella corsa.

    Anche nelle Metamorfosi di Ovidio è ricordato il prodigio del ringiovanimento (libro IX), inoltre Iolao è citato fra i partecipanti alla caccia del cinghiale di Calidone (libro VIII).
    Igino lo cita nel suo catalogo degli Argonauti (Fabulae 14) e fra i cacciatori del cinghiale calidonio (Fabulae, 173).
    Inoltre Fabulae, 103 Iolao viene indicato come primo caduto greco a Troia ma qui Igino confonde con Protesilao, probabilmente a causa della somiglianza dei nomi dei padri di Iolao e Protesilao che si chiamavano rispettivamente Ificle e Ificlo.


    Riferimenti letteratura:
  • Pseudo Esiodo - Lo scudo di Eracle
  • Pindaro - Istmiche
  • Pindaro - Pitiche
  • Euripide - Eraclidi
  • Ovidio - Metamorfosi
  • Igino - Fabulae
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica
  • Pseudo-Apollodoro - Biblioteca
  • Pausania - Descrizione della Grecia
  • Gaio Giulio Solino - Delle cose meravigliose del mondo
  • Nonno di Panopoli - Dionisiache
  • Giuseppe Manno - Storia di Sardegna



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