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Archiloco



Poeta giambico, è il primo autore greco di cui si conosca una data certa, grazie ad un suo accenno all'eclissi di sole del 648 o 647 a.C.
Nacque a Paro, si trasferì nella colonia di Taso. Fu soldato e poeta. Nei suoi versi, di cui un papiro di Colonia ha restituito ampi frammenti, si rivela estremamente polemico e maldicente, come rilevava Crizia, scrittore ateniese del V secolo.
Era di famiglia nobile: suo nonno Tellis partecipò alla colonizzazione di Taso. Secondo la tradizione era però figlio illegittimo, avuto da Telesicle con la schiava Enipò .
La rottura del suo fidanzamento con Neobule per inadempienza ai patti da parte del padre di lei Licambe, provocò la sua indignazione che egli espresse in feroci composizioni giambiche. Tale fu il discredito che riuscì a gettare sulla famiglia di Licambe che questi si suicidò insieme alle figlie.
Le sue polemiche gli procurarono la rovina politica e ridotto in miseria si trasferì a Taso.
Combattendo, pare, come mercenario, fu ucciso in battaglia contro Nasso. Alla sua morte i concittadini di Paro gli dedicarono una tomba - santuario detta Archilocheion.
La sua poetica è considerata una rottura definitiva rispetto al modello epico: Archiloco presenta se stesso come protagonista e procede a volte ad un'introspezione assolutamente sconosciuta ai suoi predecessori.



La fatica ed il pensiero della caducità sono tutto per i mortali.


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