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Plutarco di Cheronea



Nacque intorno al 45 d.C. a Cheronea, in Beozia. Egli stesso parla con calore del padre Autobulo, del nonno Lampria e dei fratelli Lampria e Timone, della moglie Timossena e dei figli. Studiò ad Atene seguendo il filosofo platonico Ammonio. Dal 95 d.C. fu sacerdote nel santuario di Delfi.
Ricevette la cittadinanza romana ed il nome gentilizio Mestrio, fra il 98 d.C. ed il 117 d.C. fu insignito delle insegne proprie dei consoli. Di condizioni agiate, viaggiò in Asia, Egitto, Italia e a Roma, dove tenne conferenze e strinse amicizie. Dedicò Vite Parallele , Queastiones conviviales e il De profectibus in virtute a Quinto Sosio Senecione, nobile consolare.
L'opera di Plutarco, autore fertilissimo, si divide in due corpi: i Moralia e le Biografie. I primi sono saggi che trattano di etica, antiquaria, filosofia, religione, retorica, critica letteraria, politica. Il corpo delle biografie consiste in ventidue coppie greco-romane di cui una (Epaminonda-Scipione Africano) perduta. Alcune biografie singole sono andate perdute o rimasero incomplete, come Eracle, Leonida, Metello Numidico, Cratete e Scipione Emiliano. Due sole le biografie singole interamente pervenute: Arato e Artaserse. Molto prima delle vite parallele scrisse la Vite degli imperatori, fino ai Flavi (conservate Galba e Otone).
Nelle Vite Parallele sono accostati un greco ed un romano, secondo una generica somiglianza di azioni o di destini. Sappiamo che Plutarco suddivise le sue vite in libri ma non ne conosciamo l'esatta successione, l'ordinamento attuale, risalente alla fine dell'età classica, segue genericamente la cronologia dei personaggi greci. Ogni coppia di vite è preceduta da una prefazione in cui l'autore spiega le ragioni dell'accostamento e si chiude con un esame delle analogie dei personaggi. Non sempre le ragioni dell'accostamento risultano chiarissime, come ad esempio nel caso di Pericle e Fabio Massimo.
Plutarco morì intorno al 120 d.C.

Nulla è più imperfetto, più povero, più nudo dell'essere umano quando nasce... Tutto insozzato di sangue, assomiglia piuttosto ad un essere sgozzato che a un neonato. (Moralia 496b)

Opere - Vite Parallele

Teseo e Romolo
Solone e Publicola
Temistocle e Camillo
Aristide e Catone Maggiore
Cimone e Lucullo
Pericle e Fabio Massimo
Nicia e Crasso
Coriolano e Alcibiade
Demostene e Cicerone
Fozio e Catone Minore
Diogene e Bruto
Paolo Emilio e Timoleone
Sertorio e Eumene
Filopeme e Flaminino
Pelopida e Marcello
Alessandro e Cesare
Demetrio e Antonio
Pirro e Mario
Agide e Cleomene, e Tiberio e Caio Gracco
Licurgo e Numa
Lisandro e Silla
Agesilao e Pompeo

Altre opere - Moralia
Il Fato
La superstizione
Sull'amore
Iside e Osiride


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