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Simone Boccanegra



Nato all'inizio del XIV secolo, Simone Boccanegra fu eletto nel 1339 Doge a vita di Genova.
L'istituzione di questa carica, di evidente modello veneziano, segnava per Genova la fine dell'ordinamento comunale che aveva conosciuto negli anni precedenti una grave crisi a causa della competizione fra Guelfi e Ghibellini.
Simone Boccanegra, appartenente ad una ricca famiglia di mercanti che già dal secolo precedente avevano rivestito importanti cariche pubbliche, difese con energia il nuovo ordinamento nei confronti dell'opposizione ed in particolare dei feudatari ribelli.
Rinnovò per venticinque anni la pace con Pisa, facilitando il traffico commerciale delle navi genovesi, condusse buoni rapporti con il Papato ed appoggiò con la flotta il re di Castiglia contro il sultano del Marocco.
In Oriente rafforzò le colonie genovesi ottenendo successi contro i Turchi ed i Tartari.
Nonostante tutto, il dogato di Simone Boccanegra suscitò forti scontenti proprio nella fazione popolare che lo aveva appoggiato, tanto che il doge rassegnò le dimissioni e si trasferì a Pisa presso il fratello Niccolò, ivi Capitano del Popolo.
Nel 1356 tornò a Genova dove prese parte alla lotta contro il presidio visconteo che aveva occupato la città. Cacciati i Milanesi fu di nuovo eletto Doge a vita.
Le ostilità con i Visconti durarono negli anni successivi, nonostante la pace firmata nel 1358.
Durante il suo secondo dogato, Boccanegra acquisì a Genova il dominio della Corsica, in rivalità con Pisani e Aragonesi.
Trovò occasioni di alleanza con Venezia contro i Turchi e fece sposare sua figlia a Luchino Visconti.
La sua politica spesso spregiudicata provocò molta ostilità nei suoi confronti negli ambienti genovesi e fu fatto oggetto di molte congiure, fu forse una di queste a causare la sua morte improvvisa nel 1363.
Alla figura di Simone Boccanegra si ispira il libretto operistico di Francesco Maria Piave musicato da Giuseppe Verdi nel 1857.


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