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Albalonga



Situata sui Colli Albani a circa 19 km a sud est di Roma, la città fu fra le prime colonie latine, ciò le fu riconosciuto con la presidenza onorifica della lega latina. Non vi sono invece prove certe di una egemonia di Alba sul Lazio.
Stando a Mommsen la città fu dotata di possenti opere di fortificazione e nei suoi pressi fu addirittura fatto defluire più in basso il lago di Albano tramite una galleria artificiale per lasciare libero un ampio spazio coltivabile.
Secondo la tradizione Albalonga fu fondata da Ascanio figlio di Enea quattrocentoinquanta anni prima di Roma.
Da Ascanio discesero, dopo alcune generazioni, il re Proca ed i suoi figli Numitore ed Amulio. Numitore ereditò il trono ma Amulio lo usurpò e costrinse Rea Silvia, figlia di Numitore, a farsi vestale per interrompere la discendenza del fratello.
Rea Silvia fu violata dal dio Marte, ne nacquero Romolo e Remo che furono abbandonati nel Tevere, salvati da un pastore e, infine, abbatterono Amulio rendendo il trono a Numitore per poi lasciare Albalonga e fondare Roma.
Albalonga fu distrutta dai Romani su ordine di Tullo Ostilio che ne fece deportare a Roma l'intera popolazione dopo il tradimento degli Albani nella guerra contro Veio e Fidene.

Scavi nella necropoli hanno portato alla luce tombe risalenti al sec. XII a.C. Il luogo ove sorse Albalonga si trova vicino a Castel Gandolfo, attuale residenza estiva dei Papi


Riferimenti letteratura:
  • Cicerone - La Repubblica
  • Tito Livio - Storia di Roma
  • Virgilio - Eneide
  • Dionigi di Alicarnasso - Storia di Roma Antica
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica
  • Theodor Mommsen - Storia di Roma Antica



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