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Vestali



Sacerdotesse del tempio di Vesta, venivano scelte fra le bambine dai sei ai dieci anni di età ed il loro ufficio durava trent'anni, così suddivisi: nei primi dieci erano novizie ed imparavano a svolgere le loro funzioni, nei dieci anni successivi svolgevano i riti e negli ultimi dieci istruivano le nuove novizie.
Le vestali erano sei ed erano tenute, per la durata del loro uffizio, all'assoluta castità. Ogni infrazione alla regola veniva punita con la morte.
Fra i loro compiti era la cura del fuoco sacro della dea Vesta che non doveva mai spegnersi e che veniva rinnovato il primo marzo di ogni anno, data in cui aveva inizio il nuovo anno secondo il calendario romano.
Ricevevano molti onori e particolari prerogative, come la possibilità di fare testamento mentre il padre era ancora in vita, o di compiere atti legali senza tutore (possibilità generalmente negata alle donne).
Se incontravano casualmente un condannato mentre veniva condotto al patibolo, questi veniva graziato.
La casa delle Vestali venne chiusa nel 391 d.C., per decreto dell'imperatore Teodosio, con l'abolizione di tutti i culti pagani.


Riferimenti letteratura:
  • Plutarco - Licurgo e Numa
  • Aulo Gellio - Notti Attiche
  • Agostino di Ippona - La città di Dio



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