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Giulio Oreste



Nativo della Pannonia, divenne segretario del re degli Unni Attila per il quale fu in missione a Costantinopoli.
Morto Attila, entrò nell'esercito imperiale ottenendo nel 474 da Giulio Nepote il rango di patrizio e la nomina a Magister Militum (maestro dei soldati).
Con l'appoggio delle truppe occidentali che erano in prevalenza costituite da militi di origine germanica, nell'estate del 475 Oreste costrinse Giulio Nepote a fuggire ed il 31 ottobre pose sul trono dell'impero d'Occidente suo figlio Romolo.
Romolo assunse il titolo di Augusto ma a causa della sua età, aveva appena sedici anni, fu detto Augustolo.
L'impero d'Oriente non riconobbe la proclamazione e continuò a considerare Giulio Nepote imperatore d'Occidente.
Le truppe imperiali stanziate in Italia, come si è detto in gran parte di origine germanica, rivendicarono ampie concessioni di terreno, così come era avvenuto in quegli anni nelle province. Oreste rifiutò queste concessioni che avrebbero comunque comportato una definitiva deromanizzazione del suolo italiano e ciò provocò la reazione delle truppe.
Alla testa dei soldati insorti si pose Flavio Odoacre, un generale germano che aveva supportato Oreste nell'allontanamento di Nepote.
Nel 476 Odoacre sconfisse Oreste che si era rifugiato a Pavia e lo condusse a Piacenza dove poco dopo fu ucciso. Costrinse Romolo ad abdicare e lo confinò nel palazzo di Lucullo a Miseno assegnandogli una rendita vitalizia.


Riferimenti letteratura:
  • Procopio di Cesarea - La guerra gotica
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare



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