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Sennacherib



Figlio e successore di Sargon II, salì al trono di Assiria verso il 705 a.C.
Conquistò Babilonia e stabilì la sua capitale a Ninive dove fece costruire una reggia detta Palazzo senza eguali.
Combattè contro Elamini e Kassiti, quindi conquistò l'intera Fenicia.
Attaccò Gerusalemme constringendo il re Ezechia al pagamento di pesanti tributi ma dovette ritirarsi quando una grave pestilenza colpì il suo esercito.
Pretesto per l'assedio di Gerusalemme era stata la ribellione, appoggiata dagli Egiziani, del regno di Giuda contro gli Assiri che avevano già sottomesso il regno di Israele occupandone la capitale Samaria.
Nella cronaca assira riportata in una stele rinvenuta nel palazzo di Ninive (Prisma Taylor) si racconta che Sennacherib conquistò quarantasei città del regno di Giuda, catturò oltre duecentomila prigionieri e tornò a Ninive con un ricco bottino.
Il Libro dei Re conferma l'episodio dell'assedio di Gerusalemme ma precisa che l'esercito assiro fu sterminato dall'angelo del Signore come era stato predetto dal profeta Isaia. Giuseppe Flavio, che nelle Antichità Giudaiche, dipende per questo periodo direttamente dalla Bibbia, ripropone ovviamente la stessa versione.
Erodoto riporta il racconto egiziano secondo il quale l'accampamento assiro, per volontà degli dei, fu invaso dai topi che rodendo le frecce e le corde degli archi disarmarono i soldati ed anche in questa versione è evidente l'allusione ad un'epidemia di peste che colpì le truppe di Sennacherib.
Sennacherib venne assassinato nel 681 a.C., forse per ordine del figlio Esarhaddon che fu suo successore.
E' citato nel XII canto del Purgatorio come esempio di superbia punita.


Riferimenti letteratura:
  • Erodoto - Storie
  • Giuseppe Flavio - Antichità Giudaiche
  • Divina Commedia - Purgatorio



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