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Sisto IV papa



Melozzo da Forlì 001
Sisto IV nomina Bartolomeo Platina
prefetto della Biblioteca vaticana
Melozzo da Forlì
, attraverso Wikimedia Commons
Francesco della Rovere nacque a Celle Ligure il 27 luglio 1414 da una famiglia della piccola nobiltà savonese.
Entrato nell'ordine dei Francescani ne divenne generale nel 1464 dopo aver studiato teologia a Bologna ed aver insegnato in varie università .
Nel 1467 venne creato cardinale da Paolo II ed alla morte di questi, avvenuta il 26 luglio 1471, fu eletto pontefice (9 agosto 1471) insediandosi nel seggio papale il 25 agosto 1471.
Fin dall'inizio del suo pontificato provvide a consolidare la sua posizione di potere innalzando molti parenti alle più alte cariche ecclesiastiche e tentò di dominare e controllare con ogni mezzo la città ed il territorio di Roma, politica questa che lo portò spesso a scontrarsi con le potenti famiglie cittadine, soprattutto con i Colonna. Significativo il gesto, compiuto poco dopo l'incoronazione, di restituire alla cittadinanza la statua della Lupa che si trovava nella chiesa di San Teodoro e fu trasferita in Campidoglio.
La sua politica estera ebbe inizio con il promuovere ogni iniziativa contro l'espansione degli Ottomani. Fra il 1471 ed il 1472, distribuendo indulganze a chi aderiva all'iniziativa, allestì con Napoli e Venezia una forza navale che conquistò Smirne ma si sciolse nel gennaio 1473. Ancora seguendo la sua politica antiottomana tentò l'unificazione con la chiesa ortodossa.
Fu in contrasto anche con il re di Francia Luigi XI che affermava l'indipendenza dal papato del clero francese per quanto riguardava la nomina di vescovi ed abati rifacendosi alla prammatica sanzione di Bourges emanata nel 1438 dal re Carlo VII. Luigi XI, inoltre, tentava di sostituire il re Ferdinando I di Napoli, sostenitore di Sisto IV, con un principe francese di suo gradimento.
In Italia Sisto IV favorì il nipote Pietro Riario che morì improvvisamente nel 1474, e poi il fatello di lui Girolamo Riario il quale, con l'aiuto del papa, acquisì la signoria di Imola e Forlì . Nello stesso periodo nominò cardinali altri due suoi parenti: Raffaello Riario e Giuliano della Rovere che sarà papa a sua volta con il nome di Giulio II.
Nel 1475 celebrò il Giubileo, per l'occasione fece costruire un nuovo ponte sul Tevere che da lui prese il nome di Ponte Sisto, per facilitare l'afflusso di pellegrini verso San Pietro.
Sisto IV tolse la gestione delle finanze della Chiesa alla famiglia dei Medici che all'epoca dominava Firenze, per passarla ai Pazzi, altra potente famiglia di banchieri fiorentini. In quegli anni la rivalità sul piano commerciale e su quello politico fra Medici e Pazzi era fortissima e certamente Sisto IV avrebbe visto volentieri i Pazzi prendere il potere per avere un nuovo sostegno nel panorama politico e per soddisfare le brame dei suoi ambiziosi nipoti.
Girolamo Riario, già signore di Imola e Forlì, aspirava a governare Firenze ed appoggiò insieme al papa e ai suoi alleati la congiura dei Pazzi (1478) che aveva i principali promotori in Jacopo e Francesco de' Pazzi e nel vescovo di Pisa Francesco Salviati il quale odiava i Medici che gli avevano precluso la via per la cattedra di Firenze. La reazione dei Medici (Francesco Salviati venne impiccato sulle mura di Palazzo della Signoria) provocò la guerra che Sisto IV e Ferdinando I mossero a Firenze, il papa colpì la città con l'interdetto che dovette revocare quando Lorenzo il Magnifico si riconciliò con Ferdinando I.
Nel 1481 costituì con Ferdinando di Napoli, Mattia Corvino re di Ungheria, Ludovico il Moro, il duca di Ferrara, i marchesi di Mantova, i Fiorentini, Genova, Siena, Lucca, Bologna una lega contro i Turchi che nello stesso anno riuscì a liberare Otranto.
Nel 1482 con Girolamo Riario istigò i Veneziani contro Ferrara in merito allo sfruttamento delle saline di Comacchio provocando la guerra del sale, o guerra di Ferrara. Contro Venezia si coalizzarono gli Sforza, i Medici ed il re di Napoli che di solito appoggiava la politica pontificia. Nel 1483 Sisto IV colpì Venezia con l'interdetto e le truppe pontificie parteciparono al conflitto comandate da Roberto Malatesta e contribuendo alla vittoria di Campomorto contro i Napoletani. Tuttavia l'ostilità delle famiglie romane, le minacce degli Aragonesi ed il timore della potenza veneziana lo indussero a ritirarsi e a farsi fautore della pace di Bagnolo dell'agosto 1484.

Riguardo alla politica interna della Chiesa, prese provvedimenti in favore degli ordini mendicanti: li autorizzò a svolgere ovunque funzioni sacerdotali, a possedere beni fondiari ed a fare testamento. Rese più solenne la festa dell'Immacolata Concezione.
Nel 1478 istituì l'inquisizione spagnola ed annullò i decreti riformisti del Concilio di Calcedonia.
Mecenate, fece costruire Ponte Sisto e la Cappella Sistina ed aprì sul Campidoglio un primo museo pubblico di antichità.
Varò un grande piano urbanistico riguardante la città di Roma valendosi di una folta schiera di architetti ed artisti. Protesse il Platina, Melozzo da Forlì e rivitalizzò l'accademia romana di Pomponio Leto. Fondò la Schola Cantorum e ratificò l'istituzione della Biblioteca Apostolica Vaticana affidandone la direzione al Platina.
Morì il 12 agosto 1484 e fu sepolto in San Pietro (Grotte Vaticane) nel sepolcro bronzeo opera del Pollaiolo. Fu suo successore Innovenzo VIII.


Riferimenti letteratura:
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare



    Vedi anche:
  • Cronologia dei Papi ed Antipapi


    Luoghi di Roma connessi a Sisto IV:
    Ponte Sisto
    Cappella Sistina
    Basilica di San Pietro



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