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Longobardi



Rotari
I Longobardi in Italia
Di Castagna di Wikipedia in italiano
[Public domain],
attraverso Wikimedia Commons
Popolazione di stirpe germanica, affine agli Angli ed ai Sassoni, originaria del basso Elba. Erano prevalentemente nomadi dediti alla pastorizia o al brigantaggio. Vivevano divisi in tribu ciascuna delle quali era comandata da un duca. In origine non conoscevano il commercio, la moneta e la scrittura; tramandavano le loro storie tramite racconti verbali detti Saghe.
Nel 5 d.C. furono sottomessi da Tiberio.

Nel sesto secolo erano stanziati in Pannonia come federati dell'impero. Nel 568, guidati da Alboino, scesero in Italia determinando la rottura dell'unione politico-amministrativa italiana.

Secondo alcune fonti ad invitare Alboino ad invadere l'Italia sarebbe stato il generale Narsete per vendicarsi di essere stato sostituito nel comando in Italia con il prefetto Longino per volontà dell'imperatore Giustino II.
Durante la migrazione si unirono con altre popolazioni europee ed abbracciarono l'Arianesimo.
Fino all'Editto di Rotari i Longobardi si attennero alle proprie consuetudini fra le quali la faida (vendetta privata) ed il guidrigildo (risarcimento in denaro per l'omicidio).
Gran parte della proprietà terriera romana fu confiscata a favore dei nobili longobardi.
Ucciso Alboino nel 572 regnò Chefi fino al 574, si ebbe poi un interregno di dieci anni conclusosi con l'elezione di Autari (584-590).
Il regno longobardo finì nel 774 con Desiderio sconfitto da Carlomagno.

Ovviamente la fine del regno non comportò la fine della presenza longobarda in Italia, infatti i Longobardi nel 1004 si ribellarono all'imperatore Enrico II di Sassonia sceso in Italia per essere incoronato a Pavia da Benedetto VIII e, come racconta Rodolfo il Glabro, nominarono loro re Arduino di Ivrea ma in seguito furono sconfitti dall'imperatore che volle avere proprio a Pavia un suo sontuoso palazzo.

Durante il loro dominio in Italia i Longobardi costituirono alcuni ducati che pur dipendendo dalla monarchia centrale godevano di notevole autonomia e furono di quando in quando ostili all'autorità del re.

Nel 2011 l'UNESCO ha inserito nella Lista dei patrimoni dell'Umanità i sette luoghi italiani dove si trovano le più rilevanti testimonianze del dominio longobardo in Italia. I sette siti, inseriti nella lista con il termine complessivo di I Longobardi in Italia: i luoghi del potere si trovano a:
- Cividale del Friuli (complesso episcopale del patriarca Callisto e Tempietto longobardo)
- Brescia (Chiesa di San Salvatore e Monastero di Santa Giulia)
- Castelseprio (Basilica di San Giovanni Evangelista, Chiesa di Santa Maria foris portas, Monastero di Torba)
- Spoleto (Chiesa di San Salvatore)
- Campello sul Clitunno (Tempietto del Clitunno)
- Benevento (Affreschi di Santa Sofia, Chiesa di Santa Sofia, Complesso monumentale di Santa Sofia)
- Monte Sant'Angelo (Santuario di San Michele Arcangelo)


Re longobardi precedenti alla discesa in Italia (secondo la narrazione di Paolo Diacono):

  • Ibor e Aio (capi militari)
  • Agelmundo
  • Lamissio
  • Lethu
  • Hildeoc
  • Gudeoc
  • Claffo
  • Tato
  • Waccho
  • Waltari
  • Audoino

    Re longobardi in Italia:
  • Alboino (568-572)
  • Clefi (572-574)
  • interregno (574-584)
  • Autari (584-590)
  • Agilulfo (590-615)
  • Adaloaldo, reggente Teodolinda (615-625)
  • Arioaldo (625-636)
  • Rotari (636-652)
  • Rodoaldo (652 - 653)
  • Ariperto I (653 - 661)
  • Pectarit e Godeberto (661 - 662)
  • Grimoaldo (662 - 671)
  • Garipald (671 - 671)
  • Pectaric (672 - 688)
  • Cuniperto (688 - 700)
  • Liutperto (700 - 700)
  • Raginperto (700 - 701)
  • Ariperto II (702 - 713)
  • Ansprando (712 - 712)
  • Liutprando (712 - 744)
  • Ildebrando (744 - 744)
  • Ratchis (744-749)
  • Astolfo (749-756)
  • Desiderio (756-774)



    Riferimenti letteratura:
  • Procopio di Cesarea - La guerra gotica
  • Paolo Diacono - Storia dei Longobardi
  • Eginardo - Vita di Carlo Magno
  • Rodolfo il Glabro - Storie
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare
  • Giuseppe Cappelletti - Storia della Repubblica di Venezia dal suo principio sino al suo fine


    Vedi anche:
  • Ducati Longobardi



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