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Riferimenti Genealogici

Genitori:
  • Ferdinando di Trastamara
  • Eleonora d'Alburquerque
    Famiglia: Trastamara
    Fratelli e sorelle:
  • Giovanni II
  • Maria di Trastamara
    Figli:
  • Ferdinando I d'Aragona
  • Alfonso V d'Aragona



    Alfonso Fernandez di Trastamara nacque a Medina del Campo nel 1394. Era figlio di Ferdinando I d'Aragona e di Eleonora d'Albuquerque.
    Alfonso V de Aragón
    Alfonso V d'Aragona

    Il 14 febbraio 1412 si riunirono i rappresentanti catalani, aragonesi e valenziani per decidere la nomina del nuovo re d'Aragona e porre fine al lungo interregno che era seguito alla morte di Martino il Vecchio, interregno che aveva visto diversi pretendenti accampare diritti dinastici ed aveva rischiato di scatenare una guerra civile. L'accordo venne raggiunto per votazione, fu detto Compromesso di Caspe e portò sul trono Ferdinando di Trastamara, anche detto Ferdinando de Antequera, padre di Alfonso.
    Ferdinando era di salute cagionevole e poco dopo il suo trasferimento in Aragona chiamò Alfonso, suo primogenito, perché lo aiutasse a governare mentre Giovanni, fratello di Alfonso, veniva incaricato di occuparsi della Sicilia.
    Nel 1414 Alfonso fu nominato Duca di Girona ed il 2 giugno 1415 sposò la cugina Maria di Castiglia alla quale era fidanzato del 1408.
    Quando Ferdinando morì (2 aprile 1416), Alfonso ereditò i titoli di re d'Aragona, Valencia, Sardegna, Sicilia e Majorca; conte di Barcellona, Rossiglione, Cerdagna; re titolare della Corsica; re titolare di Gerusalemme; re titolare d'Ungheria; duca titolare d'Atene.
    Affidata la reggenza d'Aragona alla moglie, nel 1420 Alfonso partì per la Sardegna dove domò una rivolta, quindi contese senza successo la Corsica a Genova.
    Intanto papa Martino V nominava re di Napoli Luigi III d'Angiò conte di Provenza, contro la regina Giovanna II.
    Luigi III attaccò Napoli tramite il condottiero Muzio Attendolo Sforza e Giovanna, che non aveva figli, nominò suo erede Alfonso pur di ricevere il suo aiuto. Infatti nel luglio 1421 la flotta aragonese giunse nel porto di Napoli, le truppe di Luigi tolsero l'assedio ed Alfonso entrò in città per concludere l'accordo.
    Armas de Aragón con timbre de corona real abierta
    Armas de Aragon (Wikimedia Commons)

    Tuttavia Alfonso venne presto in contrasto con Giovanni Caracciolo, primo ministro, consigliere ed amante di Giovanna II e nel 1423 lo fece arrestare. Giovanna richiamò Muzio Attendolo Sforza che attaccò gli Aragonesi, questi si chiusero nel Maschio Angioino e resistettero efficacemente, infine Alfonso liberò il Caracciolo in cambio di suoi uomini fatti prigionieri dagli avversari, quindi Giovanna ed il suo amante fuggirono ad Aversa ed avviarono trattative di riconciliazione con Luigi III che venne nominato erede al posto di Alfonso.
    Nel 1423 Alfonso affidò la situazione napoletana al fratello Pietro di Trastamara per attaccare la Provenza, distrusse Marsiglia e rientrò in patria per portare aiuto ai fratelli in Castiglia.
    Intanto Filippo Maria Visconti duca di Milano si era alleato con i nemici degli Aragonesi ed aveva inviato le truppe comandate da Francesco Sforza ad assediare di nuovo Napoli. Nel 1424 Pietro dovette fuggire da Napoli e riparò in Sicilia.
    Alfonso rimase in Spagna fino al 1432 combattendo contro la Castiglia fino al 1430.
    Giovanna II morì nel 1435. Aveva nominato suo erede Renato d'Angiò fratello di Luigi III morto nel 1434, ma il papa Eugenio IV si oppose a questa successione in forza dei diritti feudali che la Chiesa vantava sul regno di Napoli.
    Alfonso, con i fratelli Giovanni, Enrico e Pietro, contese il regno agli Angioini occupando Capua ed assediando Gaeta, ma venne catturato con Enrico e Giovanni durante la battaglia di Ponza contro la flotta genovese intervenuta per conto dei Visconti.
    Condotto prigioniero a Milano, Alfonso riuscì a convincere Filippo Maria Visconti a rompere l'alleanza con i Francesi e a concludere con lui un accordo che prevedeva, oltre alla liberazione degli Aragonesi, l'appoggio milanese nella conquista del Napoletano ed il riconoscimento di Alfonso stesso come legittimo re di Napoli.
    Napoli castelnuovo
    Il portale del Maschio Angioino, Napoli

    La guerra di conquista del regno di Napoli durò a lungo con alterne fortune: un tentativo di attaccare Renato d'Angiò a Napoli nel 1438 si concluse tragicamente con la morte di Pietro d'Aragona, ma negli anni successivi Alfonso occupò progressivamente i territori del regno, nel novembre 1441 assediò di nuovo Napoli e finalmente la espugnò il 2 giugno 1442.
    Nel 1443 Alfonso proclamò il Regno delle Due Sicilie che riuniva sotto la corona aragonese i regni di Napoli e di Sicilia e che qualche mese più tardi fu riconosciuto da Eugenio IV che aveva tentato invano di contrastare militarmente l'avanzata di Alfonso.
    Da allora Alfonso non tornò più in Aragona e visse a Napoli regnando ed interessandosi alla politica italiana, mentre i possedimenti spagnoli erano governati dalla moglie Maria e dal fratello Giovanni.
    Nel 1445 gli Aragonesi combatterono di nuovo contro la Castiglia e nel 1446 Alfonso completò la conquista della Sardegna.
    Il periodo del suo governo a Napoli segnò un periodo di grande evoluzione urbanistica ed architettonica. Alfonso si impegnò in grandi opere pubbliche come il rifacimento di interi quartieri, la costruzione di palazzi, chiese, strade e fognature.
    Fece restaurare il Maschio Angioino dotandolo del monumentale arco trionfale d'ingresso.
    La sua corte divenne presto una delle più vivaci d'Europa, popolato da artisti e da intellettuali come Lorenzo Valla.
    Il suo mecenatismo fu tale da valergli l'appellativo di Alfonso il Magnanimo. Tuttavia questa politica gravò pesantemente sulle finanze statali e di conseguenza la pressione fiscale sotto Alfonso divenne oltremodo onerosa.
    Nel 1458 si recò in Puglia per una battuta di caccia e vi contrasse la malaria che lo portò alla tomba il 26 o 27 giugno dello stesso anno.
    La corona d'Aragona andò al fratello Giovanni, quella di Napoli a Ferdinando duca di Calabria, figlio naturale di Alfonso legittimato da Eugenio IV.


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