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Carlo VIII l'Affabile re di Francia



1470-1498
Figlio di Luigi XI cui succedette sul trono il 30 agosto 1483 ancora tredicenne e di Carlotta di Savoia. Governò sotto la reggenza della sorella Anna di Beaujeu e del marito di lei Piero di Borbone fino al 1491, quindi prese autonomamente possesso del regno e sposò Anna di Bretagna, dalla quale ebbe quattro figli che morirono tutti durante l'infanzia.
Ad incoraggiarlo a conquistare il Regno di Napoli, sul quale i Francesi vantavano diritti dalla fine del dominio spagnolo, fu il duca di Milano Ludovico Sforza il quale sperava di evitare che Carlo VIII accampasse pretese su Milano (anche su questa città i Francesi potevano far valere diritti ereditari dicendenti da Valentina Visconti che aveva sposato un Orlean). Inoltre anche altre forze politiche, per vari motivi, erano favorevoli all'impresa italiana, come gli esuli fiorentini ostili ai Medici e quelli napoletani ancora legati agli Angioini.
Carlo cercò di rendere favorevoli alle sue mire sul Napoletano anche l'imperatore Massimiliano e il re spagnolo Ferdinando il Cattolico con la cessione di territori francesi.
La discesa in Italia di Carlo VIII ebbe inizio nel marzo 1495. Ad Asti fu ricevuto con grandi onori da Ludovico Sforza, proseguendo in Toscana incontro da parte di Piero dei Medici il Fatuo una debole resistenza ma la popolazione di Firenze era tradizionalmente favorevole ai Francesi ed era istigato contro i Medici dal predicatore Girolamo Savonarola e Piero fu costretto a cambiare posizione e a consentire che l'esercito francese attraversasse indisturbato la regione.
Carlo giunse quindi a Roma dove incontrò il papa Alessandro VI che gli aveva mandato incontro una delegazione con messaggi di pace.
L'armata di Carlo entrò a Napoli il 12 febbraio 1495 senza aver incontrato ostacoli durante il viaggio. L'accoglienza fu entusiastica ed in un primo momento il re cercò il favore della popolazione concedendo aiuti economici ed agevolazioni fiscali ma le cose cambiarono quando la sua armata, durante il soggiorno napoletano, prese a saccheggiare la città.
Presto i Napoletani cominciarono a minacciare una rivolta: il popolo intendeva arrestare il saccheggio, la nobiltà temeva che l'avidità di Carlo VIII mettesse in pericolo i suoi possedimenti.
Non soltanto i Napoletani erano ostili a Carlo VIII, si formò infatti una lega fra lo Stato della Chiesa, Milano, Venezia, l'imperatore Massimiliano e gli Spagnoli che armò un esercito per estromettere i Francesi dal territorio italiano.
Carlo lasciò a Napoli una guarnigione compandata dal cugino Luigi II di Valois, il futuro re Luigi XII e si mise in marcia per rientrare in Francia alla testa del suo esercito ma fu intercettato dalle forze della lega a Fornovo (6 luglio 1491), nei pressi di Parma.
Nella battaglia che seguì Carlo fu sconfitto e subì molte perdite, tanto che negli anni seguenti, pur volendo tentare una nuova spedizione in Italia, non riuscì a riorganizzare adeguatamente l'esercito.
Morì nel castello di Amboise il 7 aprile 1498 per un banale incidente. Gli successe Luigi XII.


Scrisse una biografia di Giulio Cesare ed ordinò la traduzione dei Commentari della Guerra Gallica.


Riferimenti letteratura:
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare


    Vedi anche:
  • Re di Francia - Dinastia Valois



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