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Riferimenti Genealogici

Genitori:
  • Federico II Hohenstaufen il Guercio
  • Giuditta di Baviera
    Famiglia: Famiglia Hohenstaufen
    Matrimoni - Unioni:
  • Beatrice di Borgogna
    Figli:
  • Corrado II di Hohenstaufen
  • Enrico VI
  • Ottone di Hohenstaufen
  • Filippo di Svevia
  • Beatrice di Hohenstaufen
  • Federico V di Hohenstaufen
  • Federico VI di Hohenstaufen
  • Sofia di Staufen
  • Federico Barbarossa



    Figlio di Federico II di Hohenstaufen il Guercio e di Giuditta di Baviera figlia di Enrico IX duca di Baviera, nacque nel 1122.
    Dal 1147 fu duca di Svevia come Federico III, prese il nome di Federico I quando fu incoronato imperatore, il soprannome di Barbarossa gli fu dato dagli Italiani.
    Poichè la madre apparteneva al casato dei Welfen quando Federico fu incoronato re di Germania, si sperò di pacificare la rivalità fra Welfen e Hohenstaufen.
    L'incoronazione ebbe luogo ad Aquisgrana il 9 marzo 1152. Per evitare problemi da parte del cugino Enrico il Leone, anche egli pretendente al trono di Germania, Federico si impegnò a fargli ottenere la sovranità sulla Baviera.
    Nella dieta di Costanza del 1153 Federico stipulò accordi con gli inviati del papa Eugenio III in merito all'elezione dei vescovi ed ottenne la promessa di essere incoronato imperatore.
    Barbarossa
    Monumento a Federico Barbarossa
    Goslar - Germania
    attraverso Wikimedia Commons
    Mantenendo il suo impegno nei confronti di Enrico il Leone, nel 1156 Federico gli conferì il ducato di Baviera dopo aver risolto la questione con Enrico II di Babenberg, che aveva avuto lo stesso ducato da Corrado III, al quale venne assegnata l'Austria.
    I buoni rapporti fra Federico ed Enrico il Leone presero a guastarsi intorno al 1170 a causa delle relazioni che Enrico intratteneva con Manuele I di Bisanzio ed Enrico II d'Inghilterra e continuarono a deteriorarsi negli anni successivi finché nel 1180 Enrico fu privato di tutti i suoi feudi.
    Enrico resistette fino al 1181 quando fece atto di sottomissione a Federico e, pur riottenendo i suoi possedimenti personali, venne esiliato.
    Alcuni comuni lombardi, nel 1153, avevano inviato ambasciatori alla dieta di Costanza per chiedere aiuto a Federico contro l'egemonia di Milano. Federico, che accampava pretese sull'Italia, fu lieto di intervenire e nel 1154 scese in Italia per convocare la dieta di Roncaglia nella quale revocò tutti i privilegi (regalia) che i Comuni si erano procurati negli anni precedenti. Federico represse le reazioni dei Comuni e dopo due mesi di assedio rase al suolo Tortona che aveva rifiutato le decisioni di Roncaglia.
    Nella primavera del 1155 si diresse a Roma per essere incoronato imperatore. Lungo il cammino ricevette gli ambasciatori del papa Adriano IV ed accolse la loro richiesta di catturare Arnaldo da Brescia, il quale venne poi giustiziato.
    Il 17 aprile 1155 fu incoronato re d'Italia ed il 18 giugno imperatore dal papa Adriano IV nonostante il dissenso del senato romano. I Romani reagirono violentemente e ne nacquero scontri sanguinosi nei quali le truppe di Federico fecero strage dei rivoltosi. Dopo una breve sosta sul Monte Soratte, Federico ripartì verso la Germania. Durante questo viaggio saccheggiò la città di Spoleto i cui abitanti gli avevano opposto resistenza.
    Adriano IV, le cui contese con il potere laico a Roma non erano state risolte da Federico, cercò l'aiuto del re di Sicilia Guglielmo I al quale concesse l'investitura sull'intera Italia Meridionale (Trattato di Benevento, 1156), concessione che contrastava nettamente con la politica del Barbarossa che mirava ad unificare la Penisola sotto il suo scettro.
    In Germania Federico regolò contese e ribellioni della nobiltà, quindi trasferì la corte a Besançon da dove mosse nell'estate del 1158 per tornare in Italia; in Lombardia i Milanesi avevano intanto ripreso le ostilità contro i Lodigiani. Questa volta l'imperatore guidava un grande esercito che devastò rapidamente la Lombardia. Preso il castello di Trezzo sull'Adda cinse d'assedio Milano.
    I Milanesi dovettero arrendersi e la città fu saccheggiata soprattutto dai Lodigiani e dai Pavesi. Venne quindi convocata una seconda dieta di Roncaglia dove, con il contributo dei giuristi dell'Università di Bologna, fu stabilito quali fossero i diritti imperiali come l'elezione dei consoli, la riscossione dei tributi, la delibera di opere pubbliche. Federico si disse disposto a delegare questi diritti ai Comuni purché questi riconoscessero la sua assoluta autorità: le decisioni di Roncaglia furono accettate da gran parte dei Comuni lombardi che preferirono sottomettersi all'imperatore piuttosto che continuare a subire i tentativi di espansione di Milano.
    Dopo la dieta, Federico dovette vincere l'opposizione di città alleate di Milano come Piacenza e Crema, distrutta quest'ultima dopo un assedio.
    Intanto moriva Adriano IV e si apriva una violenta contesa fra i sostenitori dei due candidati alla successione: Rolando Bandinelli e Ottaviano Monticelli. I due cardinali furono entrambi consacrati papa a distanza di pochi giorni rispettivamente con il nome di Alessandro III e Vittore IV.
    Alessandro III minacciò di scomunica Federico e si trasferì a Parigi sotto la protezione della corte francese.
    Trascorso a Pavia l'inverno del 1160, Federico unì il suo esercito alle forze dei Comuni avversari di Milano e marciò contro la città. Dopo sette mesi di assedio i Milanesi mandarono una delegazione a Lodi per trattare la pace con Federico che da parte sua pretese una resa senza condizioni. Nel marzo 1162 Federico decise di evacuare Milano e di demolirla completamente. I Comuni che avevano aiutato Milano, di fronte alla prospettiva della totale distruzione, si sottomisero spontaneamente.
    Ma la pace che Federico aveva così imposto non durò a lungo perché i podestà che aveva posto al governo delle città vessavano la popolazione ed erano odiati. Inoltre quando nel 1164 morì Vittore IV, Federico non volle ricomporre lo scisma della Chiesa e fece eleggere Pasquale III inasprendo i rapporti con Alessandro III.
    Durante il suo terzo soggiorno in Italia, nel 1163, l'imperatore assistette a ribellioni e disordini che si verificarono contro i podestà a Bologna e a Verona, ma non avendo con se il suo esercito tornò in Germania.
    Dal canto suo Alessandro III continuava la sua politica antimperiale spingendo i Comuni ad una nuova ribellione e cercando alleanze in Europa e a Bisanzio presso l'imperatore Manuele I Comneno.
    Nel 1166 il pontefice tornò a Roma con una scorta fornita dai Normanni di Sicilia. Federico decise di scacciarlo e di instaurare definitivamente Pasquale III. Durante il viaggio l'imperatore distrusse Ancona, nel cui porto avrebbero potuto sbarcare navi bizantine, quindi puntò su Roma ed affrontò l'esercito pontificio raccolto da Alessandro, travolgendolo rapidemante.
    Federico offrì la pace proponendo che sia Alessandro III, sia Pasquale III abdicassero per lasciare il seggio ad un nuovo pontefice scelto da un concilio appositamente convocato. Alessandro III rifiutò e fuggì in incognito a Benevento.
    Nell'estate del 1167 Roma fu colpita da una terribile epidemia che uccise gran parte della popolazione e dell'esercito di Federico che si trovava accampato nei pressi della città. In pochi giorni la peste uccise quasi tutti gli uomini dell'imperatore ed altri ne morirono durante il viaggio verso Pavia.
    Intanto Federico rifiutava di riconoscere le indipendenze comunali il che portò alla formazione della Lega Lombarda con il giuramento di Pontida del 17 aprile 1167. La Lega era formata da Milano, Cremona, Mantova, Brescia e Bergamo ed attivamente sostenuta da Alessandro III. I confederati ricostruirono le fortificazioni di Milano e costrinsero Lodi ad aderire alla loro iniziativa. Più tardi l'adesione di città del Veneto e dell'Emilia portarono alla formazione della Lega Italica alla quale si unirono anche la Chiesa, i Normanni e i Bizantini.
    Il 29 maggio 1176 Federico venne sconfitto dalla Lega a Legnano ed in seguito a questa sconfitta riconobbe l'autonomia dei Comuni e la legittimità di Alessandro III con la Pace di Costanza del 1183.
    Per festeggiare la pace e probabilmente per recuperare un'immagine positiva di fronte ai suoi sudditi dopo le vicissitudini italiane, Federico convocò nel marzo 1184 una grande dieta a Magonza che ebbe vastissima partecipazione della nobiltà dell'impero. Durante la dieta intavolò le trattative matrimoniali fra suo figlio Enrico VI e Costanza d'Altavilla ultima erede del regno normanno di Sicilia.
    Durante una nuova dieta di Magonza, nel 1188, alla III crociata predicata da papa Gregorio VIII.
    Partì l'11 maggio 1189 da Ratisbona, con un contingente di parecchie migliaia di armati, preferendo scendere per la pianura balcanica anzichè compiere il viaggio via mare a causa di una profezia che lo voleva morto annegato.
    Giunto ad attraversare l'Impero di Bisanzio si vide negare aiuti dall'imperatore Isacco II Angelo, segretamente accordatosi con Saladino, continuò comunque la sua marcia entrando in Asia nel marzo 1190 e giungendo in maggio nei pressi di Iconio.
    Stremato dal viaggio e dalla carenza di viveri, l'esercito di Barbarossa si scontrò comunque vittoriosamente contro i Turchi Selgiuchidi ai quali inferse migliaia di perdite.
    Il 18 maggio 1190 Federico attaccò la popolosa città di Iconio: nonostante disponesse di forze assai minori di quelle rivali riuscì a prendere la città mettendo in fuga i Mori. Il 26 maggio, riposatosi e riacquistate energie, l'anziano Federico lasciò Iconio alla volta di Gerusalemme.
    Durante la marcia si trovò a dover superare l'impetuoso fiume Selaf. Federico scelse una scorciatoia tanto scoscesa che il suo cavallo cadde in acqua.
    Postosi in salvo con grande energia il settantenne Barbarossa dichiarò più tardi di sentirsi così bene da volersi gettare di nuovo in acqua per rinfrescarsi dalla calura di giugno.
    Questo gli fu fatale: fu colto da un collasso seguito da paralisi cardiaca (10 giugno 1190).



    Vedi anche:
  • Sacro Romano Impero
  • Ducato di Svevia
  • Famiglia Welfen




  • Indice sezione