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Arnolfo arcivescovo di Milano



L'opinione generalmente condivisa sulle origini di Arnolfo è che fosse figlio di Dagiberto signore di Arsago Seprio (provincia di Varese) e fratello di Landolfo che fu vescovo di Brescia.
Divenne arcivescovo di Milano nel 998 succedendo a Landolfo II. Sembra che nei primi tempi del suo mandato fu colpito da un provvedimento disciplinare (forse una temporanea sospensione) per motivi non accertati ma che sono probabilmente in relazione con la volontà di Arnolfo di affermare il primato di Milano sulle altre diocesi lombarde.
In seguito l'imperatore Ottone III lo incaricò di scegliergli una moglie alla corte di Costantinopoli ma quando Arnolfo rientrò in Italia con la prescelta Ottone era già morto e Arduino di Ivrea era stato incoronate re d'Italia dai suoi sostenitori.
Più o meno apertamente l'arcivescovo lavorò per destituire Arduino e si schierò a favore del successore di Ottone sul trono di Germania, Enrico II il quale nel 1004 scese in Italia e mise in fuga le milizie di Arduino. Arnolfo accolse Enrico II a Bergamo e gli rese giuramento di fedeltà quindi lo accompagnò a Pavia dove il 15 maggio 1004 lo incoronò re d'Italia.
Il rapporto di Arnolfo con Enrico II si raffreddò negli anni successivi e quando nel 1008 il re insediò ad Asti il vescovo Alrico fratello di Olderico Manfredi marchese di Torino, Arnolfo considerò l'atto come una violazione del suo primato, scomunicò Alrico e raccolse un esercito con il quale assediò Asti. La vicenda si concluse con la riabilitazione di Alrico dopo che questi si fu pubblicamente umiliato di fronte all'arcivescovo.
Nel 1014 Enrico II fu incoronato imperatore, nello stesso anno Arduino di Ivrea morì in monastero. La storia non da evidenza di attività politiche di Arnolfo dopo l'episodio di Asti ma si ritiene che abbia mantenuto una posizione filogermanica e che durante il suo episcopato la chiesa milanese abbia ottenuto benefici materiali dalle confische dei beni dei sostenitori di Arduino.
Arnolfo II morì a Milano il 25 febbraio 1018 e fu sepolto nel monastero di San Vittore al Corpo che lui stesso aveva fondato.


Riferimenti letteratura:
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare




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