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Michele Steno



Venne eletto il 1 dicembre 1400 sessantatreesimo doge di Venezia succedendo ad Antonio Venier morto il 23 novembre, aveva sessantaquattro anni. Aveva vissuto una giovinezza movimentata durante la quale fu condannato con altri giovani nobili come autore di scritte satiriche ed ingiuriose contro il doge Marino Faliero.
Abbellì la Basilica e si occupò di opere pubbliche fino al 1404 quando Francesco Novello Carrara, che si era sottomesso a Venezia sotto Venier, e Nicolò d'Este presero a saccheggiare il territorio veneziano e milanese.
Steno scese in campo a fianco dei Visconti il 31 marzo 1405 aprendo un conflitto che si concluse vittoriosamente nel giro di sei mesi.
Il 16 gennaio 1406 Francesco Novello ed i suoi figli Jacopo e Francesco, condannati per tradimento, vennero strangolati a Venezia.
Negli anni dal 1406 al 1415 la Chiesa visse una grave crisi arrivando a vedere l'elezione simultanea di tre pontefici, Gregorio XII, Benedetto XIII e Alessandro V. Venezia, pur mantenendosi sostanzialmente neutrale, mostrò di simpatizzare per quest'ultimo la cui politica sembrava più vicina agli interessi della Repubblica. In quegli anni furono varati decreti che servivano a controllare il clero e ad allontanare le tensioni ed i disordini che afflissero altre regioni italiane a seguito della situazione del papato.
Michele Steno morì di calcolosi il 26 dicembre 1413 e fu sepolto nella chiesa di Santa Marina. Gli successe Tommaso Mocenigo.


Vedi anche:
  • Dogi di Venezia




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