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Veio




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Ubicazione del Parco di Veio in Google Maps
Città etrusca situata nella valle del Tevere a circa venti chilometri a nordest di Roma.
Era dotata di una poderosa cinta di mura realizzata in tufo lunga più di otto km della quale rimangono alcuni tratti e di un complesso sistema di acquedotti sotterranei.
Vi sorgeva il santuario di Minerva e Apollo, detto di Portonaccio, con la celebre statua dell'Apollo di Veio attribuita a Vulca.
Veio fu in contrasto con Roma già dalla prima età monarchica per il possesso delle saline alla foce del Tevere.
Durante la guerra contro gli Equi ed i Volsci costituì una continua minaccia per i Romani.
Tito Livio ed altre fonti parlano di numerose battaglie dai tempi di Romolo fino al 396 a.C. quando la città fu conquistata e distrutta da Marco Furio Camillo. Secondo la tradizione Camillo si servì delle condutture sotterranee per penetrare in città eludendo le mura.
Veio venne completamente distrutta, gli abitanti cacciato e la regione annessa al territorio romano che ne risultò quasi raddoppiato.


Veio in Tito Livio
I, 15) Durante il regno di Romolo i Veienti aprono le ostilità tramite scorrerie in territorio Romano, vengono sconfitti e, perduta parte del territorio, ottengono una tregua di cento anni.
I, 27) Nuova guerra dei Romani contro Veio e Fidene sotto Tullo Ostilio. I Romani vengono traditi dagli alleati albani ma sconfiggono comunque Veienti e Fidenati.
I, 42) Nuova vittoria su Veio ad opera di Servio Tullio.
II, 6) I Veienti accettano di aiutare Tarquinio il Superbo a riprendere il potere ma vengono rapidamente sconfitti dai Romani repubblicani.
II, 8) Il console Publio Valerio Publicola parte per la guerra contro i Veienti (508 a.C.)
II, 13) I Veienti riottengono parte dei territori precedentemente perduti in base al trattato fra Porsenna e i Romani.
II, 42) Nuova guerra contro i Veienti nel 483 a.C., consoli Lucio Valerio e Marco Fabio.
II, 43) I Veienti devastano i territori romani (482 a.C.)
II, 44) Gli Etruschi approfittano delle discordie sociali di Roma per preparare la guerra coalizzandosi intorno a Veio.
II, 49) I Fabii, che hanno assunto su di loro l'onere della guerra contro Veio, controllano le scorrerie dei Veienti. Quinti vengono soccorsi da un esercito etrusco che viene a sua volta sconfitto dai Romani.
II, 50) Battaglia del Cremera, i Fabii vengono trucidati dai Veienti (478 a.C.).
II, 51) Il console Tito Menenio viene sconfitto dai Veienti che superano il Tevere e occupano il Gianicolo ma vengono respinti dal console Caio Orazio (477 a.C.). Infine la guerra si conclude nel 476 a.C. con una vittoria dei consoli Aulo Virginio e Spurio Servilio.
II, 53) Anno 475 a.C., i Veienti si alleano con i Sabini e riaprono le ostilità . Vengono sconfitti dal console Publio Valerio.
II, 54) Viene firmata una tregua di quaranta anni (474 a.C.).
IV, 17) La colonia di Fidene passa a Tolumnio re di Veio che fa uccidere gli ambasciatori romani.
IV, 18) Battaglia dei Romani contro Veienti, Fidenati e Falisci.
IV, 19) Il cavaliere Romano Aulo Cornelio Cosso durante la battaglia uccide Tolumnio in duello.
IV, 20) Aulo Cornelio Cosso porta a Roma le spoglie opime di Tolumnio.
IV, 21) Nuovi scontri con Veienti e Fidenati nel 436 a.C., consoli Marco Cornelio Maluginese e Lucio Papirio Crasso. Viene nominato dittatore Quinto Servilio Prisco.
IV, 23) Veienti e Falisci si rivolgono alla dodecapoli etrusca per preparare un grande attacco contro Roma. I Romani nominano dittatore Mamerco Emilio.
IV, 24) Gli Etruschi negano ai Veienti l'aiuto richiesto.
IV, 30) Nel 430 a.C. ricominciano le scorrerie dei Veienti. I Feziali inviati a Veio non ottengono soddisfazione e le centurie dichiarano guerra.
IV, 31) I Veienti vincono i primi scontri grazie alla discordia fra i tribuni militari romani. Mamerco Emilio riceve di nuovo la dittatura.
IV, 32) Battaglia dei Romani contro Veienti e Fidenati.
IV, 33) Tregua di venti anni.
IV, 49) Alluvione del Tevere nel territorio di Veio.
IV, 58) Alla scadenza della guerra i Romani inviano ambasciatori a Veio che vengono respinti. La plebe romana, stanca della continua guerra ostacola gli arruolamenti.
IV, 60) Il Senato sblocca la situazione stabilendo un compenso per i combattenti.
IV, 61) Mamerco Emilio, dittatore per la terza volta (405 a.C.) assedia Veio.
V, 1) I Veienti nominano un nuovo re non gradito alle altre città etrusche che per questo motivo non partecipano alla guerra.
V, 2) I Romani mantengono l'assedio anche durante l'inverno.
V, 7) Sortita dei Veienti che incendiano parte delle opere d'assedio romane.
V, 8) Soccorsi da Capenati e Falisci i Veienti sconfiggono i Romani (402 a.C.)
V, 13) I Falisci definitivamente battuti dai Romani.
V, 15) Un aruspice predice che i Romani non conquisteranno Veio se prima non faranno defluire le acque del lago Albano.
V, 19) Le acque del lago Albano vengono fatte defluire. Viene nominato dittatore Marco Furio Camillo che ordina di scavare gallerie per penetrare nella rocca di Veio.
V, 21) Assalto finale: Veio viene conquistata (396 a.C.).
V, 22) I prigionieri veienti sono venduti come schiavi, statue e oggetti votivi vengono trasportati a Roma.
V, 29) I tribuni della plebe propongono di far emigrare la popolazione romana a Veio.
V, 30) Il Senato romano decreta la spartizione del territorio di Veio fra le famiglie plebee.
VI, 4) Nel 389 a.C. Camillo celebra il trionfo. Viene concessa la cittadinanza ai Veienti, Capenati e Falisci che durante la guerra sono passati dalla parte dei Romani.

Links
Sito sull'Apollo di Veio, Soprintendenza per i Beni Archeologici per l'Etruria Meridionale




Riferimenti letteratura:
  • Dionigi di Alicarnasso - Storia di Roma Antica
  • Livio - Storia di Roma
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Plutarco - Temistocle e Camillo
  • Theodor Mommsen - Storia di Roma Antica



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