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Capua



Informazioni generali
Comune della Campania in provincia di Caserta, situato nella regione storica detta Terra di Lavoro corrispondente a quello che nel Medioevo fu il Principato di Capua.
La città è bagnata dal fiume Volturno. Il territorio Comunale ha un'estensione di 48,63 kmq. e confina con i comuni di Bellona, Caserta, Castel di Sasso, Grazzanise, Pontelatone, San Prisco, San Tammaro, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria La Fossa, Vitulazio.
La popolazione è di circa 19.000 abitanti.

Mitologia
Negli autori antichi il fondatore di Capua era Capi, uno dei compagni di Enea (Virgilio, Eneide), oppure lo stesso Enea (Dionigi di Alicarnasso). Per Livio invece il nome fu scelto dai Sanniti che lo ricavarono da un termine della loro lingua indicante l'amenità del luogo.
Per altre fonti il nome deriverebbe dall'etrusco Capys, avvoltoio, con riferimento ad un volatile avvistato nel sito dagli indovini etruschi.

Storia
L'archeologia conferma l'opinione di Velleio Patercolo attribuendo la fondazione di Capua all'ottavo secolo a.C.
All'inizio si trattò di un villaggio di capanne abitato da gente osca, che divenne un vero e proprio centro urbano con l'arrivo dei coloni greci in Campania verso la fine del secolo.
Quando gli Etruschi si estesero nell'Italia Meridionale durante il sesto secolo, Capua divenne capitale della dodecapoli etrusca della Campania. Nel 474 a.C. gli Etruschi furono sconfitti da Cuma e persero gran parte del loro potere mentre le popolazioni italiche della Campania recuperavano l'autonomia, ma nel 424 a.C. Capua fu conquistata dai Sanniti con un colpo di mano, ponendo definitivamente fine alla potenza etrusca in Campania.
Nel 343 a.C. Capua era diventata una città molto importante ed era a capo della lega campana quando i Sidicini abitanti di Teano, minacciati dai Sanniti, le chiesero aiuto, i Capuani a loro volta si rivolsero al senato romano offrendo la loro spontanea sottomissione ed ottennero la cittadinanza romana, ebbero una nuova costituzione e furono governati da magistrati romani con mandato annuale.
I Romani negoziarono con i Sanniti e l'appartenenza di Capua e Teano alla loro area di influenza venne riconosciuta ufficialmente con un nuovo trattato di pace.
Durante la seconda guerra sannitica Capua approfittò della sconfitta di Caudio per defezionare ma in seguito venne ripresa dai Romani e tornò nello stato di cittadinanza sine suffragio mentre l'istituzione di due prefetti diminuì l'autonomia dei suoi magistrati.
Nel 312 a.C. Capua fu collegata a Roma con la costruzione della Via Appia che in seguito venne prolungata fino a Brindisi.
Durante la seconda guerra punica Capua fu inizialmente al fianco dei Romani ma dopo la battaglia di Canne del 216 a.C. i Capuani defezionarono e consegnarono la città ad Annibale con il quale stipularono un vantaggioso patto di allenza che prevedeva fra l'altro l'esonero militare e la consegna di trecento prigionieri romani di alto lignaggio per tutelare la sicurezza dei Capuani che militavano nell'esercito romano.
Propugnatori della defezione erano Pacuvio Calavio e Vibio Virrio, capi del partito popolare, mentre soltanto un cittadino di nome Decio Magio espresse l'opinione opposta. A Decio Magio si unì il figlio di Pacuvio Calavio che avrebbe voluto uccidere Annibale se il padre non lo avesse convinto a desistere.
Annibale entrò trionfalmente in città, promisse ai Capuani la signoria dell'Italia e fece arrestare Decio Magio.
Avendo Capua come base, Annibale svolse varie azioni in Campania, espugnò Nuceria dopo un lungo assedio e tentò di portare dalla sua parte gli abitanti di Nola ma questa defezione fu impedita dal console Claudio Marcello.
Per quell'anno Annibale condusse l'esercito a svernare a Capua compiendo quello che Tito Livio considera un grave errore perché l'ozio e le comodità della ricca città campana minarono la disciplina dei suoi soldati. A Capua Annibale incontrò gli ambasciatori del re Filippo di Macedonia che gli proposero un patto di allenanza e di reciproco aiuto.
Nel 215 a.C. i Romani sottoposero Capua ad un lungo assedio. Annibale si allontanò per conquistare Taranto e altre città dell'Apulia mentre i Capuani continuarono a lungo a resistere. Nel 212 Annibale tentò di liberare Capua ma venne sconfitto dai consoli Quinto Fulvio Flacco e Appio Claudio Pulcro, tentò allora di distrarre gli assedianti muovendosi per attaccare direttamente Roma. Fulvio lo seguì con una parte dell'esercito ma l'assedio non venne tolto.
Scoraggiati i Capuni misero ai voti la resa e, secondo Livio, Vibio Virrio propose il suicidio di massa.
L'indomani i Capuani aprirono le porte ai Romani consegnando loro il presidio cartaginese. I consoli disarmarono la città ed arrestarono molti senatori che furono esiliati a Teano e più tardi giustiziati per ordine di Fulvio Flacco. I beni pubblici di Capua furono confiscati, molti abitanti imprigionati o deportati e la città fu privata del senato e di ogni magistratura.
Devastata dalle conseguenze della seconda guerra punica, Capua prese a rinascere nel secolo successivo. Fu famosa per la sua scuola di gladiatori dove nel 73 a.C. si verificò la rivolta di Spartaco, conclusasi drammaticamente nel 71 con la crocifissione del gladiatore ribelle e di tutti i suoi seguaci lungo la Via Appia ad opera di Publio Licinio Crasso.
Sotto Augusto Capua ebbe il titolo di metropoli della regione Campania e fu arricchita con un acquedotto e con un tempio dedicato a Diana.
Molti altri edifici e monumenti furono costruiti durante il regno di Adriano, quando Capua raggiunse la sua massima espansione con trecentomila abitanti.
Nei due secoli successivi crisi economiche e decremento demografico fecero regredire la città ancora prima delle devastazioni del periodo delle invasioni barbariche.
Dopo la vittoria di Narsete sui Goti, Capua passò ai Bizantini che la ricostruirono e la governarono tramite un prefetto fino alla conquista longobarda del 594.
I Longobardi istituirono la Contea di Capua che faceva parte del Ducato di Benevento ed includeva Sessa, Teano e altri gastaldati.
Nel 663 Mitola conte di Capua attaccò l'esercito bizantino di Costante II che attraversava il suo territorio diretto a Napoli dopo aver tentato di espugnare Benevento.
Nell'841 Radelchi I, in contesa con Siconolfo per il ducato di Benevento, assoldò mercenari saraceni dell'Emirato di Bari che devastarono Capua al punto che la popolazione fuggì sulla vicina collina di Triflisco detta Palombara dove fu fondato un centro denominato Sicopoli.
Presto anche Sicopoli fu distrutta da un incendio e nell'856 venne costruita la nuova Capua sul fiume Volturno, nel sito dell'antica Casilinum.
La nuova città era fortificata, aveva mura turrite con quattro porte ben difese e riuscì a resistere ai numerosi assedi subiti nel periodo longobardo.
Sul finire del IX secolo accolse i religiosi di molti conventi depredati dai Saraceni che costruirono due nuovi monasteri nei quali amanuensi ed agiografi svolsero un'importante attività culturale.
Nella seconda metà del decimo secolo, Pandolfo Testa di Ferro unificò gli stati di Benevento, Salerno e Capua ai quali nel 967 unì il Ducato di Spoleto per l'investitura ricevuta dall'imperatore Ottone I.
Nell'XI secolo Capua passò ai Normanni. Nel 1057, dopo la morte del principe Pandolfo V, la città fu conquistata da Riccardo I Drengot conte di Aversa che già in precedenza aveva rinunciato ad un tentativo di assedio dietro compenso in denato.
Landolfo VI, successore di Pandolfo V, riuscì a tenere la fortezza di Capua fino al 1062 quando si arrese senza condizioni a Riccardo I Drengot che nel 1059 era stato confermato principe di Capua dal papa Niccolò II durante il concilio di Melfi.


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Archeologia
Ponte Romano

Chiese
Cattedrale dei Santi Stefano e Agata - Duomo
Chiesa dell'Annunziata
Chiesa di Santa Caterina
Chiesa di Montevergine
Chiesa di Santa Maria delle Grazie
Chiesa di Sant'Angelo di Audoaldis
Chiesa di San Raffaele
Chiesa della Carità

Palazzi
Castello delle Pietre
Castello di Carlo V
Palazzo Fieramosca
Palazzo del Governatore
Palazzo Lanza
Palazzo Rinaldi-Campanino
Palazzo Ronaldi-Milano

Musei
In preparazione

Teatri
Teatro Ricciardi

Altri edifici e monumenti
Torri di Federico II
Porta di Capua
Porta Napoli
Bastioni e Mura

Feste e manifestazioni
In preparazione



Riferimenti letteratura:
  • Polibio di Megalopoli - Storie
  • Diodoro Siculo - Biblioteca storica
  • Livio - Storia di Roma
  • Velleio Patercolo - Storia romana
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Ludovico Antonio Muratori - Annali d'Italia dal principio dell'era volgare
  • Theodor Mommsen - Storia di Roma Antica



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