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Terracina



Comune del Lazio in provincia di Latina, situato nell'Agro Pontino sulla costa del Golfo di Gaeta a sud del Circeo.

Storia
Centro degli Ausoni fino agli ultimi anni del sesto secolo a.C., fu conquistata dai Volsci che la chiamarono Anxur e la tennero fino alla conquista romana del 406 a.C.
Nel quarto secolo la città fu fortificata e la costruzione della via Appia la rese molto importante per il collegamento del suo porto con Roma e con Capua.
In età imperiale furono costruiti il foro e un nuovo complesso monumentale. Sotto Traiano fu ampliato il porto e fu rettificato il percorso della via Appia con il distacco dello sperone detto Pisco Montano, estrema propagine dei Monti Ausoni.
In epoca bizantina Terracina fu ulteriormente fortificata ed ebbe funzioni militari.
Sotto i Carolingi la città entrò a far parte dello Stato Pontificio del quale costituì a lungo il limite meridionale e nei secoli successivi fu contesa fra le famiglie romane come i Crescenzi e i Frangipane.
Nel XIV secolo Terracina fu per un ventennio protettorato dei Genovesi che erano intervenuti dietro compenso per difenderla dal tentativo di occupazione dei Caetani di Fondi del 1346. Il controllo pontificio fu ripristinato nel 1367 da Egidio Albornoz ma per il malcontento della popolazione e per la difficile situazione creata dallo scisma d'occidente e dalla cittività avignonese la città si alleò con la contea di Fondi e quando questa fu conquistata dal re di Napoli Ladislao I, dopo un ulteriore periodo di resistenza, Terracina fu annessa al Napoletano. Fu restituita al papa nel 1420 al ritorno della sede pontificia a Roma, ma nel 1435 fu di nuovo conquistata da Alfonso I.
Nel XVI secolo fu devastata dalla malaria fino a rimanere quasi disabitata. Ripopolata nel XVII e XVIII secolo, conobbe una dura repressione durante l'occupazione francese.
Nel 1870 fu annessa al regno d'Italia.


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