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Todi



Città dell'Umbria in provincia di Perugia, situata a 400 m slm a 46 km da Perugia, su un'altura dominante la confluenza del torrente Naia nel Tevere.

Il territorio del comune copre 223 kmq con 17.000 abitanti, confina con i comuni di Acquasparta (TR), Avigliano Umbro (TR), Baschi (TR), Collazzone, Fratta Todina, Gualdo Cattaneo, Marsciano, Massa Martana, Monte Castello di Vibio, Montecchio (TR), Orvieto (TR), San Venanzo (TR)
Gli abitanti si chiamato tuderini o tuderti o todini.
Conserva l'antica cinta muraria e molte case medievali.
Il centro storico della città si trova sulla parte più alta del colle ed è circondato da tre borghi formatisi sul finire del Medioevo intorno a istituzioni religiose: Borgo di Porta Fratta, Borgo Ulpiano e Borgonuovo. Un quarto borgo è scomparso a causa di una grave frana.

STORIA

Età antica
Come si legge nella guida TCI dell'Umbria, il nome di Todi deriva dall'etrusco Tular che significava confine. Il sito di Todi, infatti, in età arcaica era prossimo al confine fra l'Etruria, la valle del Nera abitata dagli Umbri e il Piceno che si estendeva ad est degli Appennini.
Una popolazione umbro-sabellica fondò il primo abitato su un colle alto 400 m. non lontano dal Tevere nell'ottavo secolo a.C.
Nel sesto secolo l'influenza etrusca, se non una vera e propria occupazione del territorio da parte degli Etruschi, portò a una notevole espansione dell'abitato e alla costruzione di una prima cerchia di mura e di un complesso sistema di approvvigionamento idrico.
I Romani, che estesero il proprio controllo alla regione nel terzo secolo a.C. preservarono un certo grado di autonomina delle realtà locali, tanto che Todi continuò a godere del diritto di coniare moneta e nell'89 a.C. ottenne la cittadinanza romana.
Intorno al 60 a.C. fu ridenominata Colonia Julia Fida Tuder e all'inizio dell'età imperiale fu ingrandita e dotata di un anfiteatro e di una seconda cerchia di mura.

Medioevo
Alla caduta dell'impero romano d'occidente Todi rimase sotto il dominio bizantino, condizione che mantenne durante la guerra gotica ed anche dopo l'arrivo dei Longobardi.
Todi, infatti, venne a trovarsi come altri comuni umbri nella stretta fascia di territorio compresa fra i ducati longobardi della Tuscia e di Spoleto, detta corridoio bizantino che scavalcando l'Appennino metteva in comunicazione Ravenna con Roma seguendo approssimativamente il percorso della Via Amerina.
A causa di questa posizione Todi venne contesa fra il 590 e il 595 fra Longobardi e Bizantini, questi ultimi riuscirono a resistere agli invasori e la città restò all'esarcato ravennate.
Passò al Patrimonio della Chiesa sotto Innocenzo III ma il comune fu sempre in contrasto con l'autorità ecclesiastica e si procurò progressivamente un'autonomia che nel XIV secolo giunse all'indipendenza di fatto.
Nel XIII secolo Todi sottomise Amelia, Terni ed altri centri umbri, nel XIV conquistò Orvieto e il tuderte Raniero degli Atti fu nominato vicario dall'imperatore Ludovico di Baviera.
Fu al rientro del papato a Roma dopo l'esilio avignonese che la Chiesa decise di sopprimere le libertà del comune di Todi e lo fece concedendo la città e il suo contado in feudo a varie signorie: i Malatesta, i Michelotti, gli Sforza.
Durante il Medioevo Todi assunse l'aspetto che sostanzialmente conserva ancora, con la triplice cerchia di mura, strade strette e tortuose, forti pendenze.

Dal '500 all'800
Nei secoli successivi al Medioevo Todi rimase allo Stato della Chiesa. Conobbe un periodo di importante crescita urbanistica ed economica fra il 1566 e il 1606 grazie al vescovo Angelo Cesi.


Principali vie e piazze:

Piazza del Popolo
La più importante piazza della città, situata nel punto più alto, è di forma rettangolare, molto regolare e misura circa 95 x 45 metri.
Complesso monumentale di concezione medievale rappresena nei suoi edifici la contrapposizione dei poteri laico ed ecclesiastico. Ad un'estremità della piazza, infatti, si trova il Duomo, all'estremità opposta i tre palazzi delle magistrature cittadine: il Palazzo del Popolo, il Palazzo del Capitano e il Palazzo dei Priori.
Tutta la superficie della piazza è pianeggiante grazie alle cisterne di epoca romana site nel sottosuolo che la sostengono.
Punto di riferimento della vita cittadina ospita varie feste e manifestazioni stagionali e non è raro trovarla occupata dalle bancarelle di un mercato artigianale o dal palco allestito per uno spettacolo.


Piazza Garibaldi
Piazza Garibaldi è adiacente a Piazza del Popolo, è una piazza rettangolare i cui lati più lunghi sono definiti a sinistra dal Palazzo del Popolo e dall'edificio dell'ex Monte di Pietà, oggi ufficio postale, a destra dal cinquecentesco Palazzo degli Atti.
Il lato corto orientale è costituito da una scenografica terrazza panoramica mentre l'altro lato corto, compreso fra il Palazzo del Popolo e il Palazzo dei Priori, costituisce l'accesso alla piazza.
Al centro campeggia il monumento a Giuseppe Garibaldi, opera di Giuseppe Frenguelli.
Purtroppo questa piazza è destinata a parcheggio, ciò che ne deturpa completamente l'aspetto impedendo all'osservatore di cogliere l'armonia fra le sue architetture ed il panorama dei Monti Martani godibile dalla terrazza.
L'antico nome era piazza San Giovanni in riferimento ad una chiesa demolita nel XIII secolo, ebbe in seguito per lungo tempo il nome popolare di "Piazzetta", evidentemente per paragone con la più grande piazza del Popolo, fino al 24 agosto 1890, giorno dell'inaugurazione del monumento a Giuseppe Garibaldi e della dedica della piazza stessa all'eroe dei due mondi.
Secondo un racconto tradizionale Giuseppe Garibaldi sostò a Todi nel 1849 in compagnia di Anita incinta e in quell'occasione due cittadini tuderti piantarono il grande cipresso che sorge al limitare della piazza.

Via Mazzini
Corso Cavour
Borgo Nuovo
Borgo di Porta Fratta
Via Roma
Borgo Ulpiano
Piazza Umberto I


Palazzi


Palazzo del Popolo
Il palazzo del Popolo, detto anche Palazzo del Comune o del Podestà, è un palazzo pubblico fra i più antichi in Italia, fu costruito agli inizi del XIII secolo in stile lombardo-gotico ed è situato sul lato orientale di Piazza del Popolo con una facciata sulla contigua Piazza Garibaldi.
In origine sede del Podestà, nel 1213 fu ampliato per accogliere eventi istituzionali e nel 1228 fu aggiunto un piano.
Nel 1293 fu costruito il Palazzo del Capitano che si trova sulla Piazza del Popolo a contatto con il Palazzo del Popolo, ma arretrato rispetto ad esso.
Nel 1523 fu costruita la torre campanaria.
Restauri del XIX e XX secolo crearono l'attuale aspetto del complesso con l'aggiunta dei merli e lo spostamento dell'entrata principale da piazza Garibaldi a Piazza del Popolo.
All'interno, al primo piano, si trova il Salone del Consiglio Generale mentre il secondo piano ospita, in comune con l'adiacente Palazzo del Capitano le sale del Museo Civico.

Palazzo del Capitano
Detto anche Palazzo Nuovo. Costruito in stile gotico nel 1293 è unito al Palazzo del Popolo. Al piano terreno si trova un porticato parzialmente fronteggiato dalla scala che sale al primo piano dei due palazzi. Al primo piano la facciata presenta tre trifore cuspidate ed al secondo quattro trifore con archi a tutto sesto.
All'interno al primo piano si trova la Sala del Capitano del Popolo mentre il secondo piano ospita, in comune con l'adiacente Palazzo del Popolo le sale del Museo Civico.

Palazzo dei Priori
Palazzo costruito nel XIV secolo e modificato nel XVI quando alla iniziale struttura gotica con torre quadrangolare fu aggiunto il doppio ordine di finestre rinascimentali.
E' situato sul lato di Piazza del Popolo opposto al Duomo fra Via Mazzini e Corso Cavour.
L'edificio, che fu sede dei priori, del podestà e dei vicari pontifici, è attualmente sede della pretura e di parte dei servizi comunali.
Alcune sale all'interno presentano affreschi del XIV e XV secolo.
All'esterno, collocata su mensole al di sopra del secondo ordine di finestre, si trova l'Aquila Tuderte, antico simbolo della città, opera in bronzo di Giovanni Gigliaccio del 1213.

Palazzo Cesi
Situato in Piazza del Popolo a sinistra del Duomo, il Palazzo Cesi fu costruito nel XVI secolo su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane mentre il disegno del portale è stato attribuito a Ippolito Scalza.
Fu residenza privata dei vescovi della famiglia Cesi e successivamente sede dell'Accademia dei Lincei che ebbe fra i suoi fondatori Federico Cesi, quindi abitazione del poeta Paolo Rolli, traduttore di Milton.
All'interno si trovano sale affrescate ed un cortile porticato.
Attualmente il palazzo appartiene all'università di Perugia.

Palazzo Vescovile
Palazzo Corradi
Palazzo Atti

Chiese e altri edifici religiosi

Duomo

Costruito nel XIII secolo e modificato nel XIV, il Duomo di Todi è dedicato a Maria SS. Annunziata ed è concattedrale della diocesi di Orvieto-Todi.
La facciata ed i suoi ornamenti sono del XVI secolo: il rosone centrale completato nel 1523, il portale maggiore con arco a sesto acuto e il portone scolpito in legno di noce nel 1521 da Antonio Bencivenni (ma i pannelli inferiori, danneggiati, furono sostituiti nel 1639 da Carlo Lorenti).
Il campanile situato a destra dell'edificio risale probabilmente al XIII secolo.
L'interno del Duomo è a croce latina, suddiviso in quattro facciate di cui quella più a destra, detta navatina per le dimensioni minori, fu aggiunta nel XIV secolo alla struttura originale.
Fra le opere d'arte della chiesa:
- Giudizio Universale, affresco sulla controfacciata dipinto nel 1596 da Ferraù da Faenza detto il Faenzone, chiaramente ispirato all'opera omonima di Michelangelo nella Cappella Sistina,
- Madonna col Bambino e i Santi Caterina d'Alessandria e Rocco, tavola del 1516 di Giannicola di Paolo
- San Pietro e San Paolo, tavole dello Spagna
- coro ligneo di Antonio e Sebastiano Bencivenni, completato nel 1530
- Crocifisso dipinto su tavola, opera del XIII secolo di scuola umbra
Nella Cappella Cesi si trova il monumento sepolcrale del vescovo Angelo Cesi con ritratto dello stesso attribuito a Annibale Carracci. Nella stessa cappella affreschi e una tela del Faenzone.


Chiesa della Nunziatina
Monastero delle Lucrezie
Chiesa di San Fortunato
Chiesa di Santa Maria della Consolazione
Chiesa di San Filippo e Giacomo
Chiesa di San Carlo
Chiesa di Santa Prassede
Chiesa di San Francesco al Borgo
Chiesa di Ss. Annunziata
Chiesa di S. Maria in Camuccia
Chiesa di S. Giuseppe dei Falegnami
Chiesa di S. Antonio
Chiesa della Trinità
Chiesa di S. Filippo Benizi
Chiesa di S. Nicolò de Cryptis
Convento di Montesanto
Chiesa del Crocifisso


Altri Monumenti
Fonte Rua o Cesia

Nicchioni romani
I Nicchioni si trovano in Piazza del Mercato Vecchio, così chiamata per il mercato periodico che vi si teneva anticamente.
Si tratta di quattro monumentali absidi alte undici metri che si aprono in un grande muro di sostegno del livello superiore costruito in travertino verso la fine dell'età repubblicana. Per molto tempo la struttura è stata ritenuta parte di un tempio o di altro edificio, ma attualmente la si considera un'opera di sostruzione realizzata in una fase di rinnovamento urbanistico.

Fonte Scannabecco

Porte
Porta Marzia
Porta Perugina
Porta Aurea
Porta Fratta o Amerina
Porta Romana

Musei
Museo Civico
Situato nei piani superiori del Palazzo del Popolo e del Palazzo del Capitano, il Museo Civico comprende varie sezioni:
- Il Museo della Città espone reperti e cimeli di varie epoche come lapidi, affreschi staccati, la sella che Anita Garibaldi lasciò a Todi nel 1849 ed un modello in legno del Tempio della Consolazione
- La Sezione Archeologica ospita ceramiche in stile attico, utensili domestici e statuette votive in bronzo. Tutto materiale rinvenuto nella zona di Todi risalente ad un periodo compreso fra il V secolo a.C. e l'età romana.
- La Sezione dei Tessuti con pregiati manufatti e paramenti sacri che vanno dal XV al XVIII secolo.
- La Sezione Ceramica comprende vasellame ed oggetti di uso quotidiano databili dall'VIII all'XI secolo. E' ospitata nella Sala del Consiglio dei Priori affrescata da Pietro Paolo Sensini e Ignazio Mei
Fa inoltre parte del museo la Pinacoteca, fra le opere che vi si custodiscono: Incoronazione di Maria con coro d'angeli e santi dello Spagna, Beato Bernardino da Feltre dello Spagna, Madonna col Bambino e i Ss. Giovanni e Cristoforo attribuita a Vincenzo Pagani, Deposizione di Felice Damiani, Deposizione di Pietro Paolo Sensini, San Francesco di Paola di Giacinto Boccanera e varie opere del Faenzone (Ferraù Fenzoni).



Museo Lapidario

Teatri
Teatro Comunale
Il Teatro Comunale , sito in Via Mazzini, fu costruito nel 1872 su progetto di Carlo Gatteschi di Arezzo e inaugurato nel 1876 con l'opera Un ballo in maschera di Giuseppe Verdi.
All'interno si trovano quattro ordini di palchi e un'ampia platea ovale.
Il pittore perugino Annibale Brugnoli dipinse il sipario raffigurante l'arrivo di Ludovico Ariosto a Todi enl 1531.
Ogni anno il teatro offre una stagione di prosa e vari spettacoli di opera, operetta e danza.


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