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Pavia



Pavia Castello Visconteo 02
Pavia - Castello Visconteo
Di Simona1461 (Opera propria)
[CC-BY-SA-3.0],
attraverso Wikimedia Commons
Comune della Lombardia, capoluogo di provincia, situato sul fiume Ticino presso la confluenza nel Po.
Il territorio comunale ha una superficie di 62 kmq. e confina con Borgarello, Carbonara al Ticino, Certosa di Pavia, Cura Carpignano, Marcignago, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sant'Alessio con Vialone, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Valle Salimbene.
La popolazione è di circa 70.000 abitanti.

Storia
Le origini di Pavia risalgono ad un insediamento dei Liguri in seguito occupato dai Galli nei pressi della confluenza fra Po e Ticino.
Nel I secolo a.C. i Romani potenziarono la rete viaria nella regione e il centro, che si trovava presso la congiunzione della via Emilia con la via Postumia, assunse grande importanza e prese il nome di Ticinum.
Sotto Cesare Ticinum ebbe il rango di miunicipio e raggiunse l'assetto urbanistico tipicamente romano (cardo e decumano) ancora oggi riconoscibile.
Nel Medioevo la città continuò a godere della sua posizione di nodo viario e fluviale. Nel 498 Teodorico, dopo aver sconfitto Odoacre, vi costruì un palazzo. Nel 572 fu conquistata dai Longobardi dopo un lungo assedio e Alboino ne fece la sede della sua corte e la capitale del nuovo regno.
In questo periodo Ticinum mutò il nome in Papia, poi Pavia, e fu arricchita di palazzi ed edifici religiosi (che saranno distrutti nel 924 durante il saccheggio degli Avari) ed attrae giuristi ed intellettuali dalla cui attività prenderà le mosse la scuola giuridica istituita da Lotario nell'825.
In età comunale Pavia si schierò con l'imperatore Federico Barbarossa e nel 1164 ottenne il riconoscimento della propria autonomia e la giurisdizione su Lomellina e Oltrepò. Nei secoli successivi la città continuò a crescere d'importanza, popolazione e ricchezza grazie agli intensi commerci e al fiorente artigianato.
Il concentrarsi di istituzioni religiose e di scuole laiche portò alla formazione dell'Università (studium generale) riconosciuta nel 1361 dall'imperatore Carlo IV.
Passata ai Visconti nel 1359 ed eletta sede della corte dal Galeazzo II, Pavia venne ristrutturata ed arricchita con la Cittadella, il Castello, la Certosa. L'opera fu proseguita dagli Sforza e con il cantiere del duomo aperto dal 1488 la città divenne uno dei maggiori centri artistici dell'Italia Settentrionale.
Con la Battaglia di Pavia del 1525 Pavia venne tolta al dominio di Milano (che a sua volta era soggetta ai Francesi) e passò sotto gli Spagnoli che con imponenti opere di fortificazione ne fecero una roccaforte militare.
Nel 1714, conclusa la guerra di successione spagnola, Pavia passò agli Asburgo ma il trattato di Worms del 1743 la privò di gran parte del contado. In compenso gli Asburgo accentuarono il carattere di città universitaria potenziando lo "studium" e fondando il "Seminario Generale" per la formazione dei religiosi.
L'università raggiunse il massimo prestigio avendo docenti come Alessandro Volta, Vincenzo Monti e Lazzaro Spallanzani ed ebbe momenti di crescita e riorganizzaznione anche durante il periodo napoleonico.
Estremamente attiva durante il Risorgimento, la città ricominciò a crescere dopo l'Unità d'Italia e nella seconda metà del XIX secolo, con la costruzione di opifici, fonderie e ferrovie, Pavia cominciò la propria conversione in centro industriale.


Chiese
Duomo - Cattedrale di Santo Stefano e Santa Maria Assunta
Basilica di San Michele Maggiore
San Pietro in Ciel d'Oro
Santa Maria del Carmine
San Gervasio e Protasio
San Teodoro
Santa Maria di Canepanova

Palazzi
Palazzo della Vittoria
Palazzo Malaspina
Palazzo Bottigella
Almo Collegio Borromeo

Musei
Museo del Castello Visconteo
Pinacoteca Malaspina

Altri edifici e monumenti
Castello Visconteo
Ponte Coperto


Indice sezione