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Briseide



Giovanni Battista Tiepolo 044
G.B. Tiepolo, Briseide condotta da Agamennone
Villa Valmarana, Vicenza
Giovanni Battista Tiepolo [Public domain], via Wikimedia Commons
La prigioniera di Achille di cui Agamennone si impadronisce, era stata presa da Achille a Lirnesso o a Pedaso, durante l'assedio di quelle città.
Il suo vero nome era Ippodamia. In alcuni autore era figlia di un Brise re di Pedaso che si uccise quando si rese conto di non poter resistere all'assalto dei Greci, per altri suo padre era Brise di Lirnesso, sacerdote di Zeus e fratello di Crise.
Agamennone aveva preso per se la figlia di Crise ma questi aveva invocato Apollo che aveva costretto gli Achei a restituire la giovane, scatenando una pestilenza nel loro campo. Agamennone aveva quindi preteso Briseide provocando l'ira di Achille il quale si asterrà dal combattere con pessime conseguenze per gli Achei.
Alcuni passi dell'Iliade e la stessa ira di Achille suggeriscono che l'eroe non considerasse Briseide come una prigioniera ed una schiava ma che fosse innamorato di lei e la trattasse come una sposa.
Quando Agamennone restituisce Briseide ad Achille per convincerlo a tornare in campo giura sulla vittima di un sacrificio di averne rispettato il pudore.


Riferimenti letterari:
  • Iliade
  • Ovidio - Tristia
  • Igino - Fabulae
  • Pseudo-Apollodoro - Biblioteca
  • Ditti Cretese - Storia della guerra troiana
  • Strabone - Geografia



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