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Guerra Lamiaca



Alla morte di Alessandro Magno (13 giugno 323 a.C.) alcune città della Grecia si coalizzarono per rendersi indipendenti dalla Macedonia.
La lega era composta da Ateniesi, Locresi, Focesi, Etoli, Tessali, Eniani, Dolopi, Argivi, Sicioni, Elei, Messeni.
Ad Atene furono le orazioni di Leostene ed Iperide a promuovere la partecipazione alla guerra e la città reclutò oltre venticinquemila uomini da schierare contro il generale macedone Antipatro.
Beoti ed Euboici si allearono con i Macedoni e furono vinti dagli Ateniesi aiutati da una parte degli alleati nei pressi di Platea. Antipatro, sconfitto ad Eraclea, dovette riparare a Lamia dove fu assediato per alcuni mesi.
Forze macedoni comandate da Leonnato liberarono Antipatro il quale, tornato in Macedonia, fu raggiunto da altre truppe comandate da Cratero.
I Macedoni sconfissero la coalizione greca nella battaglia di Crannone nell'agosto del 322 a.C. e, poco dopo, nella battaglia navale di Amorgo.
Dopo la sconfitta Atene dovette pagare un pesante indennizzo ed accettare la costituzione oligarchica imposta dai Macedoni. L'oratore Demostene si suicidò e Iperide venne fatto uccidere da Antipatro mentre Leostene era morto durante l'assedio di Lamia.


Riferimenti letteratura:
  • Plutarco - Demostene e Cicerone


    Vedi anche:
  • Principali guerre della storia
  • Secolo IV a.C.



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