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Roberto Malatesta



Figlio di Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini e di Vannetta Toschi di Fano sua amante, Roberto Malatesta nacque a Fano nel 1440. Fu legittimato nel 1450.
Nel 1451 fu nominato luogotenente di Fano in assenza del padre e durante la gioventù ricevette un'accurata preparazione militare. Nel 1460 comandò le forze dei Malatesta contro Ancona della guerra di Jesi dimostrandosi un capace e coraggioso condottiero. Nel 1461 si scontrò con Federico da Montefeltro che comandava le milizie di Pio II vincendo la battaglia di Castelleone di Suasa.
Nel 1462 i Malatesta furono sconfitti sul fiume Cesano e nel 1463 Federico da Montefeltro assediò Fano difesa da Roberto che fu costretto ad arrendersi in settembre nonostante gli aiuti ricevuti dal padre. La pace che seguì comportò la cessione alla Santa Sede di tutti i possedimenti dei Malatesta ad eccezione di Rimini.
Nel 1465 Roberto ricevette l'eredità dello zio Malatesta Novello e subito si impadronì di Cesena dove venne assediato da Federico da Montefeltro che aveva rivendicato per se la città. I due contendenti si accordarono e Roberto Malatesta rinunciò a Cesena e Bertinoro in cambio di territori tra i fiumi Ronco e Bidente. Il papa, preso atto dell'accordo, ingaggiò Roberto Malatesta e lo inviò a Pontecorvo.
Intanto Isotta degli Atti, moglie di Sigismondo Pandolfo, convinceva il marito a diseredare Roberto in favore del suo figlio adottivo Sallustio.
Nel 1468 Sigismondo Pandolfo morì e Isotta e Sallustio chiesero la protezione di Venezia che inviò a Rimini un podestà e un presidio militare allarmando il papa Paolo II che spinse Roberto Malatesta a reclamare la prelazione su Rimini in nome della Chiesa.
Roberto entrò in città (si disse con un travestimento) e con l'aiuto di alcune illustri famiglie locali ne prese possesso rompendo l'accordo con il papa. Galeazzo Maria Sforza fece entrare il Malatesta nella lega che Milano, Firenze, Urbino e Napoli avevano costituito in funzione antipapale e Roberto ebbe anche il comando delle forze della lega.
Nel 1469 Rimini fu assediata dalle milizie pontificie, Roberto oppose una straordinaria resistenza con l'aiuto di Federico Malatesta con il quale si era riconciliato. A costringere gli assedianti a ritirarsi furono le truppe aragonesi condotte a Rimini da Alfonso duca di Calabria. Con l'accordo che seguì nel 1470 Roberto ebbe Rimini e gran parte dei domini paterni ma non riuscì a riavere Fano.
Negli anni successivi si consolidarono i rapporti con la casa di Montefeltro e con la morte di Paolo II si ricompose la rottura con la Chiesa. Il 15 giugno 1475 Roberto Malatesta sposò Elisabetta figlia di Federico da Montefeltro.
Nominato capitano delle milizie pontificie, Roberto affrontò Carlo Fortebracci, figlio del famoso Braccio da Montone, che cercava di ampliare il proprio dominio.
Nel 1478 entrò per la chiesa nel conflitto che seguì la congiura dei Pazzi a poiché le sue truppe non ricevevano il soldo, Roberto ruppe il suo contratto e si ritirò a Rimini.
Nel 1479, passato al soldo di Firenze, fu nominato capitano generale e nel mese di giugno debellò l'esercito del papa e dei suoi sostenitori a Magione.
Finita la guerra ricevette un ricco ingaggio da Venezia ed ebbe l'incarico di combattere in Romagna in favore degli Ordelaffi ma la missione su sospesa perché la Serenissima aveva interrotto le ostilità e si era accordata con Sisto IV contro una coalizione formata da Ferrara, Napoli, Milano, Firenze e Bologna. Così, in forza del suo mandato veneziano, Roberto Malatesta si trovò improvvisamente a cambiare fronte e ad assumere il comando delle forze veneto-papali mentre a capo dell'esercito nemico era il suocero Federico da Montefeltro.
Roberto si accingeva ad attaccare Niccolò Vitelli che aveva nuovamente occupato Città di Castello, ma fu chiamato con urgenza ad intervenire contro Alfonso duca di Calabria che minacciava Roma. Lo sconfisse in modo schiacciante il 21 agosto 1482 a Campomorto, nelle paludi pontine.
Famoso per le sue vittorie, considerato praticamente invincibile tanto che gli si era attribuito il soprannome di Magnifico, Roberto Malatesta al sommo della sua carriera di condottiero si ammalò di malaria, portato a Roma vi morì il 10 settembre 1482. Fu tumulato in San Pietro.
Fece solo in tempo a nominare erede della signoria Pandolfo, figlio suo e dell'amante Elisabetta Aldobrandini che fu legittimato da Sisto IV.


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