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Primavera sacra



La primavera sacra (ver sacrum) era l'antico rito italico (Umbri, Sabelli, ecc,) con il quale venivano consacrate alla divinità le generazioni di un anno a seguito di guerre o calamità naturali.
I giovani in grado di portare le armi erano costretti ad espatriare e fondare nuove colonie altrove.
Una lunga guerra contro gli Umbri portò i Sabini ad una diaspora che la tradizione vuole appunto avvenuta tramite primavere sacre.
Gli esuli partivano seguendo un animale dal quale in genere i nuovi insediamenti prendevano il nome. Un toro guidò i Sanniti in Campania, un picchio (picus) i Piceni, un lupo (Hirpus in lingua osca) guidò gli Irpini.
Il rito era in genere dedicato a Marte, principale divinità dei Sabini.
In epoca storica si fa risalire ad una primavera sacra dei Sanniti la migrazione in Sicilia dei mercenari Mamertini.
Ancora i Romani nel 217 a.C. ricorsero a questo rito, ma limitandosi al sacrificio degli animali per scongiurare il pericolo rappresentato da Annibale.
In epoche successive molte fonti riferiscono al Ver Sacrum la formazione di vari popoli italici. La narrazione presenta spesso varianti dovute alla commistione fra elementi leggendari ed episodi reali. Gli elementi che rimangono costanti sono la consacrazione alla divinità (in genere Marte) di tutti i nati della stagione, la migrazione di una classe di giovani per fondare una nuova colonia e la guida di un animale sacro.


Riferimenti letteratura:
  • Dionigi di Alicarnasso - Storia di Roma Antica




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