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Nola



Comune della Campania in provincia di Napoli, nella pianura situata a nord del Vesuvio.

Storia
Grazie alla posizione all'inizio delle valli che conducono al Sannio ed all'Irpinia, Nola è sempre stata punto di transito fra costa ed entroterra. Il suo territorio era abitato nell'Età del Bronzo da gente di stirpe osca mentre il nucleo cittadino comincia a formarsi nel VII secolo a.C. con il contributo degli Etruschi. Velleio Patercolo colloca la fondazione della città intorno all'800 a.C.
Nel VI e V secolo a.C. si unirono all'originario gruppo di abitanti popolazioni sannitiche provenienti dalle zone montuose. Si formò così la popolazione dei Campani stanziati a Nola ed in altre città della pianura che prevalse sulle componenti etrusche e greche. Le città presero ad unirsi in confederazioni per arrestare il flusso di altri Sanniti dai monti.
Nel corso della seconda guerra sannitica Nola si arrese ai Romani (313 a.C., dittatura di Caio Petelio) con i quali concluse un trattato di alleanza divenendo base militare contro Annibale nella seconda guerra punica.
Livio (XXIII, 14) racconta che quando Annibale si avvicinò a Nola con l'intento di occuparla i Nolani si rivolsero a Roma e vennero soccorsi da Claudio Marcello, non mancava però nella città un partito filocartaginese che faceva capo ad un certo Lucio Banzio, reduce di Canne, che era grato ad Annibale per essere stato curato e liberato dopo la battaglia. Marcello riuscì comunque a superare le difficoltà ed a respingere più volte i Cartaginesi ma quando la fazione antiromana di Nola invitò direttamente Annibale Marcello reagì occupando militarmente la città . Nuovamente sconfitto Annibale abbandonò il progetto di prendere Nola e si diresse verso Taranto.
Nola si ribellò ai Romani durante la guerra sociale ma Silla la sottomise nell'80 a.C.; nel 73 a.C., durante la rivolta degli schiavi, venne conquistata da Spartaco.
Al termine della sua vita l'imperatore Augusto scelse di ritirarsi a Nola nella casa paterna e vi morì nel 14 d.C.
Un curioso aneddoto relativo a Nola si legge in Aulo Gellio: si raccontava che Virgilio avesse chiesto agli abitanti di Nola il permesso di costruire una derivazione idrica per irrigare il suo podere. Poiché quelli avevano rifiutato, il poeta offeso aveva modificato un verso delle Georgiche per escludere il nome della loro cittadina. Perplesso su questa diceria, Gellio propone che la modifica avesse motivazioni metriche ed estetiche.
Decaduta forse a causa di gravi eventi tellurici, Nola non ebbe grande importanza nel periodo imperiale.
Durante il Medioevo appartenne ai Visigoti, ai Vandali, ai Longobardi ed ai Normanni.
Nel 1256 fu conquistata da Manfredi e sottomessa al regno di Sicilia, ma dopo la battaglia di Tagliacozzo fu data in feudo dagli Angioini al comandante Guido di Monfort che morì privo di eredi maschi, di conseguenza Nola passò agli Orsini, la casata del genero di Guido.
Sotto la signoria degli Orsini Nola conobbe un'importante ristrutturazione urbanistica con la costruzione di nuovi edifici civili e religiosi.
Gli Orsini si estinsero nel 1533 e Nola passò sotto il dominio spagnolo.

Archeologia
  • Villaggio Preistorico

    Chiese ed edifici religiosi
  • Duomo, Chiesa di Santa Maria Assunta
  • Chiesa di San Biagio
  • Seminario Vescovile
  • Convento di Sant'Angelo in Palco
  • Chiesa dei Ss. Apostoli

    Palazzi
  • Palazzo del Fascio
  • Reggia Orsini

    Musei
  • Museo Storico Archeologico
  • Museo Diocesano

    Feste e manifestazioni
  • Festa dei Gigli (giugno)



    Riferimenti letteratura:
  • Livio - Storia di Roma
  • Velleio Patercolo - Storia romana
  • Plinio il Vecchio - Storia Naturale
  • Tacito - Annali
  • Aulo Gellio - Notti Attiche
  • Svetonio - Vite dei Cesari



  • Indice sezione